28 marzo 2020

Castelfranco

MULINO ZORZI, IL CASO IN CONSIGLIO COMUNALE

Livio Frattin del Partito Democratico presenta un’interpellanza per conoscere i motivi dell’ordinanza di sospensione lavori

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Castelfranco - Caso Mulino Zorzi. Giovedì in consiglio comunale verrà presentata un’interpellanza dal Partito Democratico: il capogruppo Livio Frattin vuole vederci chiaro. Quindi non si sono fatte attendere le reazioni alla notizia apparsa sul Gazzettino un paio di settimane fa. Si scriveva di un’ordinanza di sospensioni dei lavori emessa in seguito ad un sopralluogo da parte di tecnici del Comune che avevano riscontrato come la demolizione di buona parte del fabbricato fosse stata effettuata senza il permesso di costruire. Frattin rivendica la storicità dell’edificio all’incrocio tra via Montegrappa e via Col di Lana, a poche decine di metri da piazza Giorgione.

“Si prende pretesto dall’articolo – scrive Frattin nelle prime righe dell’interpellanza – per portare all’evidenza del Sindaco e del Consiglio Comunale una questione che attiene alla salvaguardia di reperti storici presenti nel territorio castellano, che documentano la storia, la cultura e la vita delle nostre comunità”. Quindi interroga il sindaco per conoscere: “1 - Le motivazioni dell’ordinanza in questione; 2 - se, durante il sopralluogo che ha dato luogo all’ordinanza, è stata accertata la presenza o la sparizione di un affresco, di cui è memoria nel ricordo di molti castellani; 3 - le ragioni del perché nel vigente Regolamento Edilizio non esiste traccia di un obbligo, o anche di una semplice indicazione, sulla cui base chiunque presenta un permesso a costruire sia tenuto a dar notizia di reperti, di affreschi, di segni identificativi dell’antica proprietà dell’immobile, nonché di capitelli votivi o di altri segni della religiosità popolare, che siano compresi nell’area o nell’immobile oggetto della richiesta di permesso di costruire”.

Il sindaco risponderà in merito nel corso della prossima seduta del consiglio comunale, fissata appunto per giovedì sera. Ad occuparsi dei lavori di ristrutturazione del Mulino Zorzi è la Società Costruzioni San Marco di Romano Cecchin. La ditta aveva presentato la domanda relativa al permesso di costruire l’11 novembre 2007. Si tratta di una ristrutturazione che prevede il cambio d’uso da artigianale a residenziale e commerciale. L’ordinanza al centro della vicenda è stata emessa dal Settore Sviluppo del Territorio Edilizia Privata del Comune; porta la firma del dirigente di settore Bruno Berto ed è stata redatta dagli architetti Roberto Frare e Fiorenza Semenzato. Il sopralluogo effettuato dal personale del Comune che ha portato alla formulazione del provvedimento è stato effettuato il 13 marzo.

“È stato accertato – c’è scritto nell’ordinanza - che sono iniziati i lavori in assenza del permesso di costruire e sono state demolite consistenti porzioni del fabbricato”. Tutto in regola, invece, secondo il costruttore Romano Cecchin, il quale ha riferito che i documenti dovevano solamente essere ritirati e che si era proceduto alla demolizione delle sole parti pericolanti, mantenendo il corpo del fabbricato. MC

 

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