05 giugno 2020

Esteri

Francia, uccise a Parigi tre attiviste curde Freddate con un colpo di pistola alla testa

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PARIGI - Tensione a Parigi per il misterioso omicidio di tre attiviste curde, fra cui Sakine Cansiz, una delle fondatrici del Pkk (partito dei lavoratori curdi), vicina al leader Abdullah Ocalan. I corpi delle tre donne, freddate con un colpo di pistola alla testa, sono stati rinvenuti alle prime ore di stamane nei locali dell'Istituto sito su Rue Lafayette, nel decimo arrondissement, vicino alla Gare du Nord. Si tratta "probabilmente di una esecuzione", ha detto il ministro francese degli Interni, Manuel Valls dopo essersi recato sul luogo del delitto confermando l'apertura di una inchiesta. Intervistato sul posto dalle Tv, Valls ha assicurato "della determinazione delle autorità francesi a far luce" su questo omicidio, definito "inaccettabile". L'inchiesta, scrive le Monde, è stata affidata alla sezione antiterrorismo della polizia.

Il centro curdo, al 147 di rue La Fayette, non è segnalato in alcun modo e per accedervi bisogna digitare un codice numerico, come succede per molti appartamenti parigini. Il delitto è stato scoperto verso le due del mattino dalla polizia, allertata da altri curdi che non riuscivano a mettersi in contatto con le tre donne. Oltre alla Cansiz, sono state uccise la 32enne Fidan Dogan, rappresentante del Congresso nazionale curdo (Knk) basato a Bruxelles, un gruppo vicino al Pkk, e la giovane attivista Leyla Soylemez, riferisce Leon Edart, responsabile della federazione delle associazioni curde. Due delle donne sono state uccise con un colpo alla nuca, la terza con colpi al ventre e alla fronte. Un vicino ha detto alla radio di aver sentito ieri una detonazione attorno alle 18.00.

Saputa la notizia davanti al centro si è radunata una folla di centinaia di manifestanti curdi denunciando gli omicidi come una mossa "politicamente motivata" e scandendo slogan a favore del Pkk. Fra i manifestanti molti ritengono che l'obiettivo dell'omicidio fosse la 50enne Cansiz. In esilio da anni, è stata in carcere a Dyarbakir fra il 1980 e il 1983 e la Turchia aveva emesso un mandato di cattura nei suoi confronti. Nel 2007 fu arrestata in Germania e poi rilasciata. Secondo una giornalista curda citata da Le Figaro, la Cansiz era responsabile dell'organizzazione delle donne curde e viaggiava molto. In Francia, dove era appena tornata, godeva dello status di rifugiato politico, ha aggiunto la giornalista.

Il triplice omicidio, scrive Le Monde, è avvenuto in luogo sorvegliato dai servizi francesi e turchi e pone molti interrogativi. Avviene inoltre in un momento molto delicato, dopo che sono stati avviati contatti fra il governo turco e il Pkk per costruire un processo di pace. L'assassinio sembrerebbe un tentativo di sabotare questo processo, ma non è chiaro a chi giovi. Potrebbe essere stato compiuto da ultranazionalisti turchi oppure all'interno del Pkk, dove si sono verificate in passato esecuzioni di dissidenti.

Il Partito della Giustizia e dello Sviluppo (Akp), al governo in Turchia, ha avanzato l'ipotesi che si tratti di una "un regolamento di conti interno al Pkk". "Al momento non ci sono informazioni chiare sull'incidente, ma guardando al modo in cui si è svolto, sembra che si tratti di una faida interna al Pkk. Sappiamo che l'organizzazione terroristica ha commesso migliaia di esecuzioni di suoi membri nel corso degli anni. E' una pratica usuale", ha dichiarato il portavoce dell'Akp, Huseyin Celik, citato dalla stampa turca

Per il Partito della Pace e della Democrazia (Bdp), unico partito curdo a essere rappresentato nel parlamento turco, le cause dell'uccisione non possono invece essere definite per ora. In un comunicato firmato dal presidente del partito, Selahattin Demirtas, si "condanna con forza" l'accaduto e si chiede alle autorità francesi di fare presto luce sulla vicenda.

Parla di un "tentativo di fermare il processo di pace" avviato in Turchia tra governo e militanti curdi del Pkk, Mehmet Ulker, presidente della Federazione francese delle Associazioni curde. "Siamo rimasti scioccati da questi omicidi - ha commentato Ulker - In Turchia è cominciato un periodo di pace. Sapevamo che sarebbe stato difficile e questi omicidi sollevano interrogativi sul fatto che siano avvenuti proprio durante questo periodo". Ulker ha escluso che le uccisioni al Centro di informazione curdo di Parigi siano il frutto di una "faida interna al Pkk", come sostiene l'Akp. "E' impossibile - ha assicurato - perché non c'è nessuno nell'organizzazione che sia contro la pace".

Ieri sono emersi sulla stampa turca dettagli sulle trattative tra il governo turco e il leader del Pkk, Abdullah Ocalan, in carcere dal 1999, per la fine della questione curda in Turchia. Il piano prevede l'abbandono della violenza da parte del gruppo separatista, in cambio di maggiori diritti per la comunità e la integrazione della leadership del Pkk (tranne alcuni elementi per i quali Ankara propone l'esilio) nella società e nella politica del paese.

(Adnkronos/Ign)

 

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