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24 luglio 2024

Castelfranco

A Castelfranco: “Abbiamo perso tutto, aiutateci”

Molte attività sono in ginocchio, tanti i danni anche alle abitazioni private e alle strutture pubbliche. Ma ora monta anche la rabbia per ciò che si poteva fare prima.

| Ingrid Feltrin Jefwa |

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| Ingrid Feltrin Jefwa |

macerie

CASTELFRANCO VENETO – “Abbiamo perso gran parte dei nostri magazzini, non solo oggetti dell'albergo ma anche personali. Fra cui tutto quello che avevo nel mio appartamento. In hotel Impianti che non funzionano, ascensore bloccato. Un disastro. Ringraziamo in anticipo chiunque abbia voglia e cuore di aiutarci. Albergo al Moretto, via San Pio X, 10”: questo non è che uno dei tanti messaggi che si possono leggere nei vari gruppi Facebook della città di Castelfranco dopo che le acque hanno inondato l’intero centro storico. Ma a fronte di una situazione drammatica va riconosciuto che la Città del Giorgione ha un cuore grande, e tanti hanno risposto a questo appello, per aiutare l’albergo al Moretto e altre realtà colpite dal maltempo.

Desolante la foto della libreria Massaro che gira nei social, in cui si vedono i libri galleggiare in un mare di acqua e fango mentre sta diventando virale l’immagine di chi lavora per ripristinare il Cinema Hesperia e malgrado le avversità sorride alla camera, commentando: “Un ringraziamento vivissimo alla squadra della Protezione Civile Treviso e ai Vigili del fuoco, ai ragazzi volontari di stamane. I nostri angeli. Grazie, grazie, grazie”. Già perché a Castelfranco di "angeli del fango" ne sono arrivati parecchi, per lo più ragazzi che hanno dato una mano in maniera estemporanea. Così nel web si possono leggere annunci come questo di una ragazza: “Buongiorno, Volevo sapere se domani, domenica 19, qualcuno ha bisogno di una mano per sgomberare/ripulire i danni subiti giovedì. Mi rendo disponibile per l'intera giornata, altrimenti mi unirò ad altri volontari a Vicenza”.

Una generosità davvero ammirevole di cui stanno beneficando anche agli impianti sportivi di Castelfranco da dove l’ASD Giorgione 1911 scrive nel web: “Purtroppo anche la "casa" del calcio castellano non è stata risparmiata dalla grave inondazione che giovedì sera ha colpito la nostra città. Ma grazie al lavoro e alla dedizione di tutti i volontari, stiamo pian piano tornando alla normalità”. Se negozi e abitazioni hanno pagato un caro prezzo agli edifici e spazi pubblici, quindi, non è andata meglio. Infatti, ieri mattina i ragazzi che sono tornati in classe, nelle diverse sedi del liceo Giorgione a Castelfranco hanno potuto vedere con i loro occhi le condizioni in cui versa la scuola: nella sala insegnanti della sede Colombo c’era ancora l’acqua e in tutto lo stabile è stata compromessa la connessione wi-fi. Intanto alla Galilei si lavora alacremente per poter riaprire domani mattina con le lezioni.

Se a fronte di questa drammatica situazione è positivo vedere che tanti singoli cittadini stanno dando una mano, va detto che c’è chi palesemente punta il dito sulle istituzioni, perché è inutile negarlo molti hanno lamentato di essersi sentiti abbandonati. Bruna scrive in un post: “Ieri sera al ponte di via Regina Cornaro non c’era nessuno… nessuno! Né viglio ne pompieri ne carabinieri e tanto meno camion ragno! C’erano solo dei cittadini che scorrazzavano in auto, alzando grandi quantità d’acqua con i relativi disagi, a fare dei filmati. Si sono visti stamattina gli addetti che con grande calma hanno liberato dai rami e rifiuti… intanto ieri sera tutti sotto acqua a spalare acqua e fango e nemmeno un camion di sabbia sul ponte… ah già, il sindaco ha detto che era finita la sabbia! Complimenti per l’aiuto!”. Ma non è che una tra i tanti che ha protestato pubblicamente.

Comunque stiano le cose di certo quanto accaduto non si può definire una calamità improvvisa e inaspettata. Si sapeva che era in arrivo un evento furori dall’ordinario, le allerte c’erano state e per tempo. Così come è evidente che le casse di espansione, piuttosto che quelle di laminazione possono dare un aiuto ma non possono essere la risposta a una situazione di fragilità idrogeologica. Siamo andanti in piazza a parlare con i castellani: “Le casse sono come mettere un cerotto a chi ha perso una gamba – commenta Paolo, un pensionato, indignato -. Dobbiamo smetterla di cementificare, perché con la crisi climatica in atto è la prima cosa da fare… ma vedrai che lunedì tutti i cantieri ripartiranno come prima”. “Ci hanno lasciati soli e non è stato fatto nulla per evitare tutto questo – tuona Valeria, una signora arrabbiata -. I tombini andavano puliti per tempo e anche i corsi d’acqua ma non è stato così!”. Il malcontento e la delusione serpeggiano in città dove c’è anche chi ha notato che in alcune rotonde di recente costruzione non sono state istallate, in fase di costruzione, le pompe per l’emergenza come in quella del McDonalds dove invece c’è e ha funzionato a dovere, tant’è che non si è allagata.

 

FOTO: libreria Massaro

 

FOTO: danni del maltempo e cittadini a lavoro

FOTO: al Cinema Hesperia (sotto)

FOTO: Albergo al Moretto (sotto)


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