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18 maggio 2024

Esteri

Famiglia liberata in Mali

Prima di loro Luca Tacchetto e la compagna canadese Edith Blais, padre Pier Luigi Maccalli e Nicola Chiacchio

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Famiglia liberata in Mali

MALI - È atterrato all'aeroporto di Ciampino il volo riservato con a bordo i tre italiani rapiti a sud est di Bamako, la capitale del Mali, il 19 maggio 2022. Rocco Langone, la moglie Maria Donata Caivano e il figlio Giovanni Langone sono stati liberati questa notte. Ad accoglierli all'aeroporto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani.I componenti della famiglia Langone erano stati sequestrati nella loro abitazione alla periferia della città di Koutiala, dove vivevano da diversi anni. È un’area particolarmente permeata dalla presenza di miliziani jihadisti; il rapimento era avvenuto da parte di una fazione jihadista riconducibile al JNIM, Gruppo di supporto per l'Islam e i musulmani, allineata con al-Qa'ida, attiva in larga parte dell'Africa Occidentale. La famiglia Langone viveva a Koutiala da diversi anni, all'interno di una comunità di Testimoni di Geova, del tutto integrati.

"Il rilascio della famiglia - ha sottolineato Palazzo Chigi in una nota - è stato reso possibile grazie all’intensa attività avviata dall’Aise, di concerto con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, fin dall’immediatezza del sequestro, e in particolare grazie ai contatti dell'Agenzia con personalità tribali e con i servizi di intelligence locali. Nonostante la lunga prigionia, i componenti della famiglia Langone godono di buone condizioni di salute".

"Voglio esprimere le mie più sentite felicitazioni per la liberazione dei nostri tre connazionali sequestrati nel 2022 in Mali: Rocco Langone, la moglie Maria Donata Caivano e il figlio Giovanni - ha detto la premier Giorgia Meloni - E ringraziare per lo straordinario lavoro l’Aise che, di concerto con il Ministero degli Esteri, ha consentito questo non facile risultato".

''Una bellissima notizia'' la liberazione oggi della famiglia Langone. Un risultato ''ottenuto grazie alla nostra intelligence in collaborazione con l'Unità di crisi'' e ''una dimostrazione che quando non si fa rumore e propaganda si ottengono ottimi risultati'', ha dichiarato Tajani.

"Una famiglia italiana è stata liberata con un’operazione condotta con grande efficacia da funzionari italiani che hanno operato in un contesto difficile e pericoloso, come quello del Mali", ha affermato il vicepremier che ha voluto esprimere il suo "sollievo per il buon esito di questo lungo rapimento e sottolineare ancora una volta l’impegno con cui funzionari del ministero degli Esteri e del comparto dell’intelligence tutelano i cittadini italiani nel mondo".

Chi sono gli italiani liberati

Vivevano tutti e tre da tempo in Mali, Rocco Langone, la moglie Maria Donata Caivano e il figlio Giovanni. I coniugi Langone si erano recati in Mali cinque anni prima del sequestro per andare a trovare il figlio, residente da anni nel Paese. Avevano poi deciso di restare, come scelta di vita, integrandosi all'interno di una comunità esistente di Testimoni di Geova. Fonti informate riferirono allora che non erano registrati all'Anagrafe degli italiani residenti all'estero (Aire). All'epoca del rapimento, il padre aveva 64 anni, la moglie 62 e il figlio 42.

I Langone vivevano a Sicnina, un villaggio alla periferia della città di Koutiala, nella regione di Sikasso, 270 km a sud est di Bamako, capitale del Mali. L'area, al confine con il Burkina Faso, registra un'alta presenza di jihadisti. I tre sarebbero stato prelevati dalla loro abitazione da un commando di quattro uomini arrivati a bordo di una Toyota. Originari di Ruoti, in provincia di Potenza, i Langone erano emigrati in Lombardia. Un altro figlio della coppia vive in provincia di Lecco.

ALTRI RAPITI

I tre ostaggi italiani liberati oggi - Rocco Langone, la moglie Maria Donata Caivano e il figlio Giovanni - sono gli ultimi di una serie di rapimenti che hanno coinvolto nostri connazionali nella regione del Sahel. Prima del loro sequestro, il 19 maggio 2022, erano stati presi in ostaggio il 31enne padovano Luca Tacchetto, il sacerdote di Cremona Pier Luigi Maccalli e il cicloturista campano Nicola Chiacchio, tenuti prigionieri per mesi da gruppi jihadisti vicini ad al Qaeda. Sono stati poi tutti liberati in Mali.Luca Tacchetto e la compagna canadese Edith Blais, rapiti il 15 dicembre del 2018 mentre si trovavano in Burkina Faso, hanno ritrovato la libertà in Mali nel marzo del 2020, dopo 15 mesi di prigionia. I due sono riusciti a fuggire ai loro carcerieri la sera del 12 marzo, come racconterà Tacchetto ai pm di Roma e ai carabinieri del Ros. Rientrato in Italia il 15 marzo del 2020, il 31enne padovano ha spiegato che il sequestro era stato condotto da un gruppo che si autodefiniva jihadista vicino ad al Qaeda, che era stato trattato bene dai rapitori, mai minacciato con le armi.

Padre Pier Luigi Maccalli, sacerdote della Società delle Missioni Africane, è stato rapito il 17 settembre del 2018 a 150 chilometri dalla capitale del Niger Niamey. Verrà rilasciato il 9 ottobre del 2020 insieme al turista Nicola Chiacchio dopo due anni di prigionia e diversi passaggi a tre gruppi diversi della galassia jihadista che fa capo ad al-Qaeda. Mai minacciati di morte, i due racconteranno ai pm che i momenti più difficili sono quelli seguiti proprio alla fuga di Tacchetto e della compagna. ''Ci hanno tenuto per alcuni giorni incatenati agli alberi, ma poi la situazione si è tranquillizzata'', hanno spiegato.

Il turista campano Nicola Chiacchio è stato invece rapito in Mali il 4 febbraio del 2019 mentre stava effettuando un tour turistico in bicicletta. Ha confermato la versione del sacerdote e indicato tre diverse zone di prigionia, comprese le aree desertiche del Mali e la zona rocciosa a nord.



 

 


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