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03 dicembre 2023

Mogliano

Giornata della Legalità a Casier: oltre 400 studenti contro le Mafie

Nel corso della mattinata è intervenuto anche il prof. Enzo Guidotto, presidente dell’associazione «Osservatorio Veneto sul Fenomeno Mafioso», costituita proprio nel 1992 subito dopo le stragi

| Angelo Giordano |

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Giornata della Legalità a Casier: oltre 400 studenti contro le Mafie

CASIER - Erano più di 400 gli studenti al Paladosson di Casier per la Giornata della Legalità. Martedì 23 maggio 2023 i ragazzi dell’istituto comprensivo di Casier erano tutti lì, a ricordare le stragi di Mafia – non solo del 1992 – che tolsero la vita a donne e uomini dello Stato. Un evento organizzato dall’Amministrazione Comunale senza l’utilizzo di risorse pubbliche, con la Dirigenza Scolastica, moderato dalla giornalista Cristina Colombera, direttore del quotidiano online Il Nuovo Terraglio. Il Sindaco Renzo Carraretto, intervenuto all’inizio della conferenza, ha ribadito che «la lotta alla Mafia non ha colore politico e non deve essere monopolio di nessuno». Le sue parole hanno avuto notevole apprezzamento da parte di studenti e ospiti, soprattutto dal Presidente delle Vittime della Mafia Carmine Mancuso, in collegamento da Palermo, già Senatore della Repubblica, e da Gianmarco Piazza, fratello di Emanuele Piazza, collaboratore del Sisde fatto sparire nel marzo del 1990 dalla Mafia, in quanto con tutta probabilità potrebbe essere stato a conoscenza delle responsabilità del fallito attentato all’Addaura nei confronti di Giovanni Falcone, avvenuto il 21 giugno del 1989. Nel corso della mattinata sono intervenuti anche il prof. Enzo Guidotto, presidente dell’associazione «Osservatorio Veneto sul Fenomeno Mafioso», costituita proprio nel 1992 subito dopo le stragi, il suo vice e socio fondatore Gianluca Prestigiacomo, operatore della Digos di Venezia in pensione, ora giornalista e scrittore di saggi tra i quali Arance Rosse, un racconto dialogico tra una magistrato e una studentessa, che gli studenti prima dell’incontro al palazzetto dello sport avevano già letto, e Mirco Favaron, sostituto commissario anch’egli in pensione, che faceva parte della Squadra Mobile di Venezia proprio negli anni in cui venne catturato più volte Felice Maniero. Mirco Favaron ha raccontato, tra l’altro, anche la complessità di certe indagini sulla Mafia. «Una vita dedicata alla lotta alla Mafia significa anche sacrificare la propria famiglia e i propri figli». Anche Gianluca Prestigiacomo ha raccontato alcuni sui ricordi. Uno tra i tanti, quando conobbe Libero Grassi nell’estate del 1991 a Roma. «In aeroporto a Fiumicino, salutandoci, ci eravamo dati appuntamento telefonico. Ci telefonammo qualche giorno dopo e mi aspettava in Sicilia, a Palermo, ma la Mafia ha impedito che ci potessimo incontrare. Lo ammazzarono prima.»

Ricordi, dunque, che hanno commosso profondamente i due ex poliziotti, di conseguenza tutti i presenti. Il Prof. Enzo Guidotto si è soffermato a lungo sulle motivazioni per cui i due magistrati Paolo Borsellino, Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo, e gli agenti di scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Emanuela Loi e Claudio Traina, vennero barbaramente ammazzati. «La Mafia è un fenomeno globalizzato – ha ribadito più volte nel corso del suo intervento – molte volte essa è territorialmente gradita, in quanto spesso non è avversata.» Guidotto ha anche ricordato altri fatti di Mafia, come la strage di Ciaculli in cui morirono 7 militari 4 carabinieri, un commissario di polizia e due artificerei dell’esercito. Inoltre, durante la mattinata, i ragazzi hanno formulato molte domande agli ospiti. Domande spontanee, che pretendevano risposte chiare. Risposte che sono arrivate puntuali. Sono anche stati messi a loro disposizione alcuni video che hanno documentato in presa diretta quei momenti tragici e le testimonianze della moglie di Antonino Montinaro, capo scorta di Falcone, di Maria Falcone, sorella del magistrato e di Maria Fedele, moglie di Pietro Grasso, ex Procuratore Nazionale Antimafia. Era atteso anche il collegamento con Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, ma i tempi tecnici non lo hanno consentito. Alla conferenza era presente anche l’Assessore all’Istruzione e alla Cultura Roberta Panzarin e l’Amministrazione Comunale, insieme a tutto il corpo insegnanti, compresa la Dirigente Scolastica Stefania Nociti. La mattinata è stata costantemente interrotta dagli scroscianti applausi da parte degli studenti, molto attenti e interessati a tutto quello che stava accadendo. Alla fine, il commento dei due ex poliziotti – peraltro amici nella vita anche prima di entrare a far parte dei rispettivi uffici operativi – altro non poteva essere che un messaggio di speranza: «Loro – rivolto alle giovani generazioni – sono la nostra speranza, la speranza di tutti. Occorre fare in modo che la loro genuinità non venga mai compromessa. Perciò, vanno sostenuti con la massima energia, da tutti, perché la lotta alla Mafia non è solo un impegno investigativo e giudiziario, ma soprattutto un impegno civico e quello di oggi è un esempio molto importante.»

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Angelo Giordano

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