18/05/2024poco nuvoloso

19/05/2024poco nuvoloso

20/05/2024pioggia debole e schiarite

18 maggio 2024

Nord-Est

Zaia, ci sono quattro mie intercettazioni, ma io parlo veneto

"Intercettazioni non potevano essere diffuse, ma non importa"

| Ansa |

| Ansa |

Zaia, ci sono quattro mie intercettazioni, ma io parlo veneto

CORTINA D'AMPEZZO - "Ho scoperto chee ci sono quattro telefonate mie, io non ero intercettato, mi hanno detto che non potevano essere pubblicate, ma non importa, sono responsabile di quello che dico, e lo confermo. Ma la roba straordinaria è che io parlo in veneto e sono tutte in italiano". Lo ha rivelato mercoledì sera Luca Zaia, a proposito delle intercettazioni diffuse da Report, intervenendo a un incontro a Cortina D'Ampezzo. "Non è una battuta - ha aggiunto - perché toni e modalità sono diverse. Al di là delle battute dico al mio dirigente che è un po' che va avanti questa solfa che abbiamo denunciato Crisanti. Non è vero". Ricordando quindi la polemica e le prese di posizione accademiche contro una presunta censura della ricerca accademica, Zaia ha sottolineato: "Scopro che i miei, senza confrontarsi, fanno due righe e dicono al Senato accademico 'non è vero niente', e la polemica sparisce. Mi son preso settimane di polemiche, insulti, ti fermano da tutte le parti... noi non abbiamo denunciato nessuno, non abbiamo fatto neanche esposti, non sto giocando con le parole. Semplicemente dal primo giorno del Covid, 21 febbraio 2020, da un lato abbiamo cercato di 'cristallizzare' la storia di una vicenda che non sapevamo che decorso avrebbe avuto, e soprattutto che esiti avrebbe avuto. Io ho detto subito ai miei 'notificate alle Procure con cadenza regolare la storia di quello che stiamo facendo', perché è tutta una prova sul campo. Noi avevamo avevano le mani nude. Io penso che abbiamo mandato bancali di carte in Procura. Tutto quello che veniva fuori, che so, una contestazione, i miei tecnici provvedevano a prendere le dichiarazioni, argomentare scientificamente e mandare alla Procura". Riguardo all'intercettazione con il direttore di Azienda Zero Roberto Toniolo, Zaia ha precisato che "stavo parlando non con un sicario ma col direttore generale, il quale dipende da me, e gli chiedo perché mandare una lettera nel momento in cui andiamo al 'vedo', perché mi han dato del bugiardo per settimane. Io - ha notato in conclusione - resto lì a far la figura del bugiardo per settimane".

Al professor Crisanti "non sono mai state negate le risposte, gli investimenti, e tantomeno, ad oggi, anche se non che fine abbia fatto il comitato scientifico per il Covid, nessuno ha mai sostituito il professor Crisanti". Lo ha detto il governatore del Veneto Luca Zaia, intervenendo a Cortina ad un incontro della rassegna "Una Montagna di libri". "Resta un valido professionista - ha aggiunto Zaia riferendosi al microbiologo - Non ho nulla da dire, mi spiace. Ma, mettevi nei miei panni: era l'agosto 2020, io ero in vacanza, mi chiama un giornalista che mi dice: 'il professore ha distribuito tutte le copie dei whatsapp che gli hai mandato'.... Queste erano le mie giornate." "Parlo con dolore di questa vicenda - ha aggiunto Zaia -, ho tentato fino in fondo di fare squadra, dopodiché la situazione è stata di continue affermazioni pubbliche, dove mi sono trovato con dirigenti attaccati, tutti i primari di microbiologia che si sono trovati attaccati. Io ho dovuto anche fare una scelta. Queste sono le mie giornate, e andranno avanti all'infinito", ha concluso.

 



Ansa

Dello stesso argomento

vedi tutti i blog

Grazie per averci inviato la tua notizia

×