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13 aprile 2024

Treviso

Nel trevigiano invasione di zanzare, “Possono essere pericolose”

Ulss: “Quest'anno interventi di disinfestazione più numerosi”

| Stefania De Bastiani |

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| Stefania De Bastiani |

zanzare

TREVISO - Nonostante gli interventi di disinfestazione effettuati dal dipartimento dell’Ulss di Treviso siano stati “superiori rispetto agli anni scorsi”, le zanzare hanno infastidito i cittadini per tutta l’estate, e continuano a farlo ora, a fine ottobre. E’ autunno inoltrato, ma le temperature giornaliere intorno ai 25° stanno facendo sì che le zanzare non spariscano, come di solito succedeva in questa stagione, anzi. Abbiamo chiesto com’è la situazione nella Marca Trevigiana ai tecnici dell’Ulss che si occupano della sorveglianza, monitoraggio e disinfestazione.

 

Sembra che ci siano più zanzare ora, a fine ottobre, che in estate…

“No, non ci sono più zanzare che in estate - tranquillizzano i tecnici -. Il riscaldamento globale comunque sta estendendo il periodo di attività del vettore. La temperatura elevata accelera generalmente lo sviluppo vitale in tutti gli invertebrati, per cui nei mesi più caldi, con temperature medie giornaliere intorno ai 25°C, la zanzara può completare il suo ciclo di sviluppo in poco più di una settimana. A 10 °C invece il ciclo larvo-pupale può superare i 30 giorni".

 

Dalla parte delle zanzare, dunque, ci sono le temperature. Ma non solo: anche un piccolo sottovaso lasciato fuori casa con acqua stagnante, può essere un valido aiuto alla riproduzione di questi insetti.

“Le zanzare sono presenti in modo ubiquitario dove ci siano le condizioni favorevoli alla loro crescita - precisa l’Ulss -. Per quanto riguarda Aedes albopictus, la zanzara tigre si riproduce in piccole raccolte d’acqua, sia naturali che artificiali. Queste ultime possono essere rappresentate da semplici contenitori o sottovasi ma anche dalle caditoie dei tombini per le raccolte delle acque reflue. Focolai naturali possono formarsi anche all’interno delle cavità degli alberi e delle piante ed è importante avere cura del verde. Gli pneumatici usati e abbandonati all’aperto risultano inoltre oggetti ideali alla deposizione delle uova e al loro trasporto accidentale. L’habitat della Culex pipiens (la zanzara “comune”, che è ormai ben nota per la possibilità di trasmissione del virus West Nile) è lo stesso delle altre Culicidae. Le acque stagnanti sono un’ambiente di crescita ideale per questo insetto, che si adatta facilmente. Per questo le loro larve si ritrovano in tutte le raccolte di pozze, fossi o vasi e nelle aree più umide anche in ambiente urbano (risultando comunque più abbondante nelle aree rurali e periurbane)”.

 

Che zanzare ci sono qui nel trevigiano?

“Le più note sono sicuramente quelle appartenenti alle specie Aedes e Culex, in particolar modo Aedes albopictus e Culex Pipiens, zanzara tigre e zanzara comune. Sono presenti comunque altre zanzare meno note come ad esempio Aedes Vexans, Aedes koreicus, Ochlerotatus caspius, Coquillettidia richiardii. Un’iniziativa digitale permette ad ogni cittadino di contribuire all’identificazione delle zanzare con l’applicazione Mosquito Alert Italia”.

 

Le punture di queste zanzare possono essere pericolose?

"Le zanzare, oltre ad essere fastidiose, possono essere pericolose in alcuni casi. In particolare la malattia West Nile è endemica nella nostra regione, ed è necessario adottare le opportune precauzioni nel periodo di attività del vettore. La maggior parte delle persone infette comunque non mostra alcun sintomo. Fra i casi sintomatici, circa il 20% presenta sintomi leggeri quali febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati, sfoghi cutanei. Nei bambini è più frequente una febbre leggera, nei giovani la sintomatologia è caratterizzata da febbre alta, arrossamento degli occhi, mal di testa e dolori muscolari. Negli anziani e nelle persone fragili, invece, la sintomatologia può essere più grave. In un caso su mille il virus può causare un’encefalite. Esistono inoltre le arbovirosi di importazione come ad esempio Dengue, Chikungunya e Zika, che possono essere importate da viaggiatori infetti e potrebbero diventare autoctone. Il nostro sistema di sorveglianza e monitoraggio prevede interventi specifici per tutti questi casi al fine ridurre al minimo questo rischio. Prima di partire per un viaggio infine, è sempre fortemente raccomandato richiedere una specifica consulenza per proteggersi in modo adeguato".

 

La situazione in futuro è destinata a peggiorare?

"I cambiamenti climatici in atto sicuramente non aiutano, estendendo i periodi di attività del vettore durante l’anno. Nuove zanzare inoltre possono essere importate con viaggi o scambi merci da altri Paesi, richiedendo un monitoraggio costante".

 


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Stefania De Bastiani

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