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18 luglio 2024

Castelfranco

Una famiglia resanese adotta una pala seicentesca della chiesa parrocchiale

La "Madonna con Bambino e san Gaetano Thiene" rischiava di andare perduta per sempre, senza il provvidenziale restauro finanziato da un'anonima famiglia resanese

| Leonardo Sernagiotto |

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RESANA - L’attenzione che il parroco di Resana sta mostrando per i luoghi di culto a lui affidati muove proseliti. Una famiglia resanese, che desidera mantenere l’incognito, ha decido di “adottare” una delle opere più danneggiate della chiesa parrocchiale, la pala dell’altare dedicato alla Madonna con Bambino e san Gaetano Thiene.

Grazie al finanziamento offerto dalla famiglia resanese, questa pala, di un anonimo pittore seicentesco, è stata affidata alla restauratrice Annalisa Tosatto, che l’ha recuperata prima che fosse troppo tardi. L’intervento restaurativo, ancora in corso e che dovrebbe concludersi prima dell’estate, è stato autorizzato e controllato dal Ministero dalla Cultura, tramite il direttore dell’Ufficio Beni Culturali di Treviso, don Paolo Barbisan e la Soprintendenza di territorio.

Una volta rifoderata e pulita dai diversi strati di incrostazioni da fumo, polvere e vecchie vernici alterate, il restauro ha svelato come l’opera aveva, in origine, una forma e una dimensione diverse, che sono successivamente state adattate a quelle dell’altare resanese, con l’aggiunta di pezzi di tela, cuciti e ridipinti per non fare notare le modifiche.

I lavori di ripulitura hanno comunque permesso di comprendere l’elevata qualità della materia pittorica, prima non percettibile. La figura di San Gaetano inginocchiato ai piedi della Vergine, con accanto un prezioso antico libro, risultava totalmente offuscata dalle vernici ossidate. Il nero del saio si mimetizzava con il bruno nerastro di tutta la superficie. Così il libro, oggi riemerso dal nulla, sembrava una informe macchia biancastra. Il manto della Vergine, una volta ripulito, appare di una meravigliosa sfumatura tra il cobalto e l’acquamarina. Un’opera di grande qualità, insomma, che l’incuria e le manomissioni avevano cancellato e che il restauro in corso sta restituendo.

I lavori di restauro hanno inoltre permesso di dare un nome all’anonimo autore: si pensa infatti che la pala sia opera di Antonio Arrigoni (1664 circa – post 1730), vicentino, molto attivo a Venezia, dove ha lavorato anche all’interno di Palazzo Ducale. Le sue opere si trovano tuttora in diverse chiese dell’area di influenza veneziana, da Bergamo alla Croazia al Montenegro, oltre che essere esposte nei musei di Varsavia e addirittura di Duluth, negli Stati Uniti.

 


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