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28 giugno 2022

Treviso

"Domani le scuole vanno riaperte: non accetteremo nessun passo indietro"

L'attacco del movimento Priorità alla Scuola per il quale si deve smetterla di considerare le classi come luoghi privilegiati di contagio da tenere chiusi mentre tutto il resto rimane aperto

| Roberto Grigoletto |

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| Roberto Grigoletto |

Il movimento Priorità alla scuola vuole la riapertura delle scuole lunedì

TREVISO - Se una parte di dirigenti scolastici (undici quelli di Marca) frenano al punto da voler bloccare domani il rientro a scuola, il movimento “Priorità alla scuola” plaude invece alla decisione del Governo di voler riaprire gli istituti dopo la pausa natalizia. E avverte anzi che “non accetterà nessun passo indietro da parte delle Regioni e del Governo sul mantenere le scuole aperte”. Per il movimento costituito da famiglie studenti e insegnanti, “se tutto resta aperto, non è comprensibile perché le sole scuole dovrebbero chiudere”. Priorità alla Scuola denuncia piuttosto la rinuncia al tracciamento nelle scuole e al tracciamento generale prima del rientro a scuola dopo le vacanze promesso durante le vacanze da Figliuolo.

“Pur consapevoli che anche nelle scuole, come in tutta la società, crescono i contagi, non accettiamo che la scuola diventi il primo e comodo bersaglio, che di nuovo venga considerata marginale e sostituibile dalla DaD. Solo all’interno di un lockdown che coinvolga altre categorie e ampie fasce della popolazione, si potrà immaginare un ritorno alla DaD, finché tutto sarà aperto la scuola deve restare aperta”.

Il movimento diffida anche dal continuare a stigmatizzare la scuola come luogo privilegiato di contagio: se venisse infatti mantenuto il tracciamento la scuola sarebbe, come è stata, un luogo di controllo, monitoraggio e contenimento del contagio; basti guardare al balzo in avanti dei contagi a 15 giorni dalla chiusura delle scuole.

“Riteniamo assolutamente dovuta e necessaria la scelta di riaprire le scuole, anche alla luce non solo delle perdite nell’apprendimento che sono state inflitte alle generazioni più giovani e all’aumento vertiginoso di diseguaglianze che investono il diritto allo studio, ma anche le preoccupazioni espresse dagli psicologi italiani sulle gravi conseguenze che la chiusura della scuola.

Inoltre ricordiamo che il mondo della scuola, insegnanti e studenti hanno aderito massicciamente, sin dal febbraio 2021 o dall’agosto 2021 (ben prima di ogni ipotesi di Green Pass normal o super), alla campagna vaccinale”. Nulla invece, rimarca Priorità alla Scuola, è stato fatto negli ultimi due anni dai governi in termini di finanziamento e organizzazione perché questa riapertura sia duratura e sicura. A ogni allentamento dell’emergenza si è persa l’occasione per introdurre miglioramenti, piccoli e grandi, che avrebbero evitato l’emergenza seguente.

A differenza dei Dirigenti scolastici che chiedono di rinviare l’apertura delle scuole, ricorrendo ancora una volta alla DaD, chiediamo maggiori finanziamenti nell’immediato in modo da ottenere organico aggiuntivo e per il futuro spazi e strutture adeguate e la riduzione degli alunni per classe. Sappiamo che non saranno dieci o venti giorni in più a cambiare la pessima situazione in cui si trovano la scuola e l’istruzione pubblica in Italia, ci vuole un altro investimento politico e finanziario. Ma, proprio come l’anno scorso, sosteniamo che la battaglia sulla scuola va fatta a scuole aperte. Non possiamo accettare che la DdD diventi la comoda supplente della scuola pubblica: non accetteremo nessun passo indietro da parte del Governo e delle Regioni sulla decisione mantenere le scuole aperte”.

Infine l’annuncio del prossimo passo che Priorità alla Scuola intende muovere: la battaglia permanente contro le classi pollaio in vista della raccolta firme per il referendum abrogativo della riforma Gelmini.

 


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