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14 agosto 2022

Conegliano

Ma come si permette di giudicare?

Tiratina d’orecchie alla sottoscritta per un giudizio banalotto-superficiale dato alla mostra allestita al Biscione. Le buone argomentazioni della curatrice (che meritano eco)

| Emanuela Da Ros |

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| Emanuela Da Ros |

Ma come si permette di giudicare?

CONEGLIANO - “Bruttine le foto in mostra al Biscione? Ma come si permette!”. Passo indietro. Questa mattina su Oggitreviso ho pubblicato il racconto di un episodio di microviolenza a cui mi è capitato di assistere. Il contesto era quello del cosiddetto “Biscione”, il complesso commerciale e residenziale che è purtroppo spesso al centro di scene di degrado e piccola criminalità. In un passaggio del mio articolo, forse in modo superficialmente provocatorio, ho giudicato “bruttine” le foto della mostra allestita all’interno della galleria. E ho sollevato il polverone della discordia. Che però aveva la voce garbatissima e dolce di Debora Basei. Curatrice dell’iniziativa e dei laboratori che hanno portato all’allestimento, Debora ha tenuto a evidenziare che quell’aggettivo ha avuto un sapore fin troppo amaro.

 

“La mostra allestita allo shopping centre del Biscione - ha spiegato la Basei - è il frutto di un lavoro di cooperazione e sostenibilità che intendeva coinvolgere ragazzi e cittadini con la passione della fotografia e della poesia, ma che non aveva intenti artistici particolari. Il giudizio “bruttino” dato sommariamente alle opere esposte ha quindi ferito sia lo spirito dell’iniziativa che l’entusiasmo con cui i ragazzi hanno operato in vista dell’evento”. L’esposizione dal titolo “Il paesaggio dai nostri occhi”, aggiunge Debora Basei, ha impegnato prima di tutto ragazzi dai 16 ai 20 anni che frequentano l’istituto professionale Don Bosco, sia ospiti della Piccola Comunità di Conegliano. Le loro foto, insieme alle 300 inviate dai cittadini e selezionate da una giuria presieduta da Galifi e Corrocher, sono state stampate su Pvc e incorniciate con tubi di cartone di riciclo.

 

“Come tutte le iniziative a cui mi dedico - aggiunge Basei - tutto si è svolto all’insegna della sostenibilità e della cooperazione. Un giorno inviterò a esporre Roiter e la sua mostra avrà sicuramente un valore artistico d’alto livello, ma l’esposizione collettiva inaugurata alla vigilia di Natale voleva privilegiare partecipazione e confronto collettivo.” Debora Basei, che stimo molto per la fucina di iniziative solidali che da anni vivacizzano la città di Conegliano e numerose istituzioni, ammette di non aver letto i 38 stratagemmi di Schopenhauer nell’Arte di ottenere ragione, ma argomenta con valide tesi i motivi del malumore di cui si fa portavoce, ricorrendo anche allo “stratagemma della detrazione”.

 

“Nessuno - dice - leggendo un libro di Emanuela Da Ros, direbbe che è bruttino o che fa schifo…quindi perché giudicare opere che sono frutto soprattutto di partecipazione e del desiderio di far qualcosa di buono per la città?” Le uniche controargomentazioni possibili per quanto mi riguarda sono due: i lettori (i miei o quelli che preferiscono altri autori) hanno il diritto (e il dovere, a volte) di esprimere qualunque giudizio sulle opere a cui dedicano il proprio interesse, ed è inevitabile che chi si mette in gioco o mette a disposizione fatica o talento o passione possa anche ricevere un apprezzamento negativo. Un’espressione che - non a caso - è un ossimoro.

 

Foto: Sebastiano Mescolotto

Leggi anche: Conegliano, rissa al Biscione: “No sta intrigarte”

 


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