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14 agosto 2022

Vittorio Veneto

"Basta ospedali Covid"

L'appello di Sinistra Italiana: "La completa chiusura ai malati non covid del pronto soccorso dell'ospedale di Vittorio Veneto provocherà effetti già ampiamente sperimentati nelle tre ondate precedenti"

| Roberto Silvestrin |

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VITTORIO VENETO - “La completa chiusura ai malati non covid del pronto soccorso dell'ospedale di Vittorio Veneto, con conseguente sospensione dell'attività sanitaria ordinaria, provocherà effetti già ampiamente sperimentati nelle tre ondate pandemiche precedenti: condizioni di lavoro inaccettabili per molti operatori sanitari; mancata effettuazione o rinvio di ricoveri, di esami, di visite ambulatoriali; sovraffollamento e disservizi negli altri ospedali della provincia, dove si riverseranno i malati non Covid dell'area vittoriese; ricorso al privato da parte di molti pazienti o rinuncia alle cure per chi non può pagare”.

 

È l’appello lanciato dal coordinamento trevigiano di Sinistra Italiana. Nei giorni scorsi l’Ulss 2 ha ricordato che “il pronto soccorso dell’ospedale di Vittorio Veneto opera esclusivamente come punto di primo intervento per i pazienti covid positivi”.

 

“Esprimiamo il nostro dissenso per le politiche della Regione Veneto, che in due anni di pandemia non ha attivato interventi capaci di dare soluzioni permanenti alle emergenze presenti e a quelle future, tenuto conto che l’Oms avverte che in futuro le epidemie saranno un fattore recidivante e costante”, si legge ancora nella nota diffusa da Sinistra Italiana. “Ogni ospedale va dotato di un'area per le emergenze (pandemiche o di altra natura), garantendo accessi e percorsi separati e realizzando gli adeguamenti strutturali e le assunzioni di personale, assolutamente indispensabili – aggiunge il partito -. L'ospedale e il territorio devono essere messi nelle condizioni di prestare, anche in emergenza e senza interruzioni, sia le cure per i contagiati sia l'attività sanitaria ordinaria: nessun malato deve trovare un pronto soccorso, un ambulatorio, un ospedale chiuso per virus”.

 

“Vittorio Veneto, oltre ad avere attivato ben quattro aree di degenza per un totale di più di 100 posti letto per pazienti Covid, di diversa intensità di cura, sta comunque garantendo le attività di ricovero di area medica non Covid, l’attività specialistica in urgenza e non solo, oltre ad alcune attività di sala operatoria, quali ad esempio tutti gli interventi oncologici dell’Uoc di otorinolarigoiatria, ecc – ha detto nei giorni scorsi Michelangelo Salemi, direttore dell’ospedale di Vittorio Veneto -. Non ci stancheremo mai di dirlo, abbiamo fronteggiato, doverosamente e con orgoglio, per più di un anno intero questo disastro di proporzioni bibliche e per farlo abbiamo dovuto riorganizzare i servizi nel migliore dei modi”.

 


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