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29 novembre 2021

Italia

Scuola, la proposta: "Rientro il 4 ottobre, +10% vaccinati e meno caldo"

Farnetani: "Ritardando di 20 giorni la prima campanella si ripartirebbe in una situazione con altri 10 milioni di italiani protetti"

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Scuola, la proposta:

ITALIA - La prima campanella dopo le vacanze estive suonerà da calendario il 13 settembre nelle scuole d'Italia. Ma "far slittare di 20 giorni il ritorno fra i banchi" dei ragazzi, spostando a "lunedì 4 ottobre" il primo giorno di scuola, garantirebbe innanzitutto "un meteo più clemente", ma soprattutto si ripartirebbe avendo nel Paese "il 10% di vaccinati in più", se si tornasse al ritmo di 500mila somministrazioni giornaliere. E' la proposta di Italo Farnetani, professore ordinario di pediatria della Libera Università Ludes di Malta.

"Nel 2014 - spiega Farnetani all'Adnkronos Salute - era stata avanzata una proposta da parte di alcuni parlamentari di ritardare l'apertura dell'anno scolastico al primo ottobre. E io mi ero già allora dichiarato favorevole, in quanto la seconda metà di settembre è solitamente caratterizzata da alte temperature che determinano uno stress per gli alunni, ritardando l'acquisizione dei ritmi cronobiologici scolastici che vanno riacquisiti dopo la pausa estiva". In tempi di Covid "a questa soluzione sarebbe associato anche il vantaggio di poter effettuare più di 10 milioni di vaccinazioni", procedendo al ritmo di mezzo milione di vaccini nei 20 giorni tra il 13 settembre e il 3 ottobre. "Tale cifra rappresenta circa il 10% della popolazione italiana vaccinabile (da 12 anni in su)".

Così le scuole, con tutto il carico di spostamenti e contatti interpersonali che si portano dietro, ripartirebbero in un contesto più protetto, osserva Farnetani: "Abbiamo infatti un netto aumento della copertura vaccinale con un abbassamento del rischio di contagio sia a scuola sia nella fase dei trasporti quando si mettono in movimento - fra alunni, genitori o altri parenti, docenti e personale scolastico - circa 20 milioni di persone al mattino e altri 20 milioni all'uscita. E' dunque evidente che aver somministrato la considerevole cifra di 10 milioni di dosi in più avrebbe un peso".

 



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