21 ottobre 2021

Treviso

La pandemia impoverisce i trevigiani. Penalizzati soprattutto i quarantenni

I dati sono stati ricavati dal Caaf Cgil di Treviso sulle 48.150 dichiarazioni dei redditi. Monica Giomo : "L' impoverimento trova ulteriore conferma nella mole di domande per l’Isee"

| Roberto Grigoletto |

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Lavoratori in pandemia

TREVISO - Impoveriscono i trevigiani. Per colpa della pandemia. Il dato, incontrovertibile, risulta dalle rilevazione del Caaf Cgil di Treviso sulle dichiarazioni 2021 Modello 730 relativi all’anno d’imposta 2020. I dati sono stati raccolti fino al 30 giugno nelle sedi della provincia di Treviso. Ma i dati sono in fieri considerato che il termine ultimo per la presentazione del 730 scadrà il 30 settembre prossimo. Tuttavia la linea di tendenza appare segnata, in Veneto.

Secondo la Cgil di Treviso, a marcare la differenza rispetto alle dichiarazioni dell’anno precedente sono i 6.865 contribuenti in meno nella fascia reddituale sopra i 25mila euro (-2,33% sul 2019); fascia che conta a oggi 12.664 contribuenti. Aumentano così i trevigiani che nel 2021 dichiarano redditi inferiori a tale soglia: 35.486 (pari a oltre il 73% sul totale). Di questi ultimi, ben 8.469 si collocano sotto i 10mila euro, segnando una crescita del +1,01% sul 2019. Dati preoccupanti, che si collocano nel quadro delineato dalle analisi preliminari di Cgil Veneto e Sistema CAAF, che stimano in media al 2,5% la perdita di reddito per i lavoratori nella regione.

Ma l’elemento di novità che si configura è quello che si può definire di tipo anagrafico. Numeri alla mano - assicura la Cgil di Treviso - è un vero e proprio sbilanciamento generazionale quello che emerge nel confronto con l’anno d’imposta 2019: cala la rappresentatività delle fasce dei trevigiani under 60 con redditi superiori a 25mila euro, che passano dal 18% del 2019 al 16% del 2020 dei contribuenti complessivi, con picchi negativi tra i 40enni. Se infatti nel periodo d’imposta 2019 4.418 trevigiani tra i 41 e i 50 anni con reddito oltre i 25mila euro rappresentavano il 6,5% del totale dei dichiaranti, nel 2020 sono stati solamente 2.359 (pari a 4,9% sul totale) i 40enni a oltrepassare tale tetto, con una flessione pari al 1,6%. Regge, invece, la situazione reddituale dei più anziani. Sul totale dei dichiaranti, i cittadini e le cittadine ultra 60enni con un reddito superiore a 25mila euro crescono in modo inversamente proporzionale ai più giovani, passando dal 10,5% del 2019 al 11,8% del 2020.

“In attesa di tirare le somme a fine settembre, queste prime rilevazioni confermano una tendenza preoccupante già più volte denunciata dal sindacato – spiega Monica Giomo, Amministratrice Delegata del Caaf Cgil di Treviso –. Il quadro che emerge dai dati elaborati sulla base dei Modelli 730/2021 mostra chiaramente gli effetti riconducibili alla perdita di reddito da lavoro causata dall’emergenza sanitaria esplosa nel 2020 e della precarietà occupazionale. Una generale flessione dei redditi e un impoverimento della popolazione in età lavorativa che trova ulteriore conferma nella mole di domande per l’Isee elaborate dai nostri sportelli a partire da gennaio 2021, pratiche che al 30 giugno scorso hanno già toccato quota 23.000. Proprio per tutelare i cittadini in questa fase così critica – continua Monica Giomo – , il Caaf Cgil è a disposizione con un servizio completo, dall’assistenza per la compilazione e l’invio della dichiarazione dei redditi fino alle pratiche gratuite Isee, necessarie per accedere ad agevolazioni, prestazioni sociali e misure di sostegno al reddito, come l’assegno unico.”

 


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Roberto Grigoletto

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