21 ottobre 2021

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"Al Benetton sarà un'avventura stimolante"

Rugby, parla Jim Molony, nuovo responsabile della preparazione fisica dei Leoni

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Jim Molony

TREVISO - All'interno del rinnovato staff del Benetton Rugby appartiene anche una nuova figura per quanto riguarda la parte fisico-atletica. Jim Molony è il nuovo capo della preparazione fisica. Il 36enne irlandese dirigerà l'area “Strength & Conditioning” e gestirà pertanto il lavoro dello staff per quanto riguarda la completa, specializzata e programmata preparazione fisica degli atleti biancoverdi in ogni suo aspetto.

Jim, come stanno andando i primi giorni a Treviso?
“Sono arrivato qui con la mia famiglia da circa tre settimane, ci stiamo ambientando e stiamo iniziando a conoscere la città. Ci siamo stabiliti a Paese, per ora abbiamo visitato il centro di Treviso e Jesolo, siamo felici e ci stiamo godendo l'arrivo a Treviso”.

Come sta proseguendo l'inserimento all'interno del nuovo staff tecnico?
“Prima di arrivare, con gli altri membri dello staff abbiamo trascorso molto tempo in videochiamata insieme. Ora ci stiamo conoscendo meglio con Paul Gustard e Andrea Masi, con Fabio Ongaro e Marco Bortolami, con tutti i membri dello staff: Riccardo Ton, Giacomo Vigna, Mario Disetti, Alessandro Zanni, Giorgio Da Lozzo; pure con chi gestisce lo staff medico e quello fisioterapico: Mauro Lazazzara, Elena Ostan e Giacomo Mazzon. Stiamo creando affiatamento tra di noi, senza dimenticare il lavoro dietro le quinte di Enrico Ceccato (team manager, ndr) e di Antonio Pavanello, che dal mio arrivo mi hanno fatto subito sentire a casa”.

Cosa ti aspetti da questa nuova avventura?
“Questa nuova esperienza sarà stimolante per me, è uno dei motivi per cui ho accettato questo ruolo, amo le sfide, creando un ambiente di lavoro coeso dove tutto è puntato all'arrivare preparati ad ogni partita. Questo è il motivo per cui sono qui, siamo qui per puntare al massimo, voglio far parte di un nuovo gruppo e creare qualcosa di speciale. Il Benetton ha conquistato qualcosa di storico con la Rainbow Cup, parlando con tutto lo staff vogliamo continuare a plasmare un qualcosa di unico. Per far sì che ciò accada ognuno dovrà affrontare sfide di tipo quotidiano, in modo corretto per il bene e per il futuro del Benetton Rugby”.

Puoi analizzare nello specifico la tua mansione...
“In poche parole, io e lo staff siamo qui per produrre benefici in vista di ogni impegno settimanale. Vogliamo che tutti si sentano più in forma, più forti, ma ogni decisione che prenderemo, per ogni singolo giocatore, per ogni membro dello staff, in base a quanto vogliamo allenarci e quanto a lungo farlo, è mirata alla partita da giocare. Siamo qui per aiutare il Benetton Rugby a raggiungere i propri obiettivi ogni settimana, probabilmente non vinceremo ogni sabato, ma fa parte del processo, dobbiamo spingerci a fare meglio l'uno con l'altro ogni giorno, lavorare duro ogni sessione di allenamento in programma”.

Come avete organizzato la preseason?
"Per la programmazione della preseason ci sono stati dei meeting fra lo staff atletico e lo staff tecnico. In base a dove vogliamo essere col lavoro fisico per la prima gara, da quel giorno abbiamo programmato le settimane a ritroso. Sono uno che crede nel raggiungimento della migliore forma fisica nel momento in cui si è pronti anche tecnicamente, perché se perdi il controllo della palla ogni giorno, significa che non sei al top della forma fisica. Abbiamo prestabilito un dettagliato programma della preseason, inizialmente ci saranno diversi test fisici per valutare la forma del gruppo, faremo dei test di forza e useremo i gps ogni giorno per arrivare ad un'intensità pari a quella necessaria per la partita. Perché abbiamo analizzato i dati delle gare dello scorso anno e abbiamo stabilito un target mirato per tutti i giocatori, una base quotidiana per arrivare a dove vogliamo, vale a dire ad essere più in forma, più forti e più veloci degli avversari con il pallone in mano".

Quanto è affascinante per te entrare nello staff dei Leoni che vengono dalla vittoria in Rainbow Cup?
“E' affascinante per me unirmi al Benetton Rugby dopo la vittoria in Rainbow Cup, perché è stato un grande risultato, ma secondo me sono state solamente toccate le forti potenzialità della squadra. Credo che il Benetton Rugby e il rugby italiano possano diventare ancora più di successo, per farlo serve un duro lavoro quotidiano. Non si vince ogni competizione per diritto divino, ma ogni membro della squadra deve lavorare costantemente, in maniera intelligente per far sì che ciò accada. Sto notando il potenziale di questo club, delle sue strutture, il lavoro di Marco Bortolami, Enrico Ceccato e Antonio Pavanello per facilitare i giocatori fuori dal campo, per l'inizio della preseason e per la nuova stagione. E' un periodo che si preannuncia entusiasmante e sono felice di fare parte di questo sistema".

 

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