16 giugno 2021

Montebelluna

“Autonomia veneta? Per le grave di Ciano scelta calata dall’alto”

Il Comitato per la tutela della grave di Ciano scrive a Zaia per chiedergli conto della decisione presa

| Ingrid Feltrin Jefwa |

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| Ingrid Feltrin Jefwa |

casse di espansione nelle Grave del fiume Piave a Ciano del Montello

CROCETTA DEL MONTELLO – La decisione di avviare la progettazione esecutiva delle casse di laminazione sulle Grave di Ciano ha destato non pochi interrogativi e non solo in quel di Crocetta ma anche nei molti comuni che hanno sottoscritto un documento per chiedere una soluzione diversa che non porti alla cancellazione di uno dei più importanti patrimoni naturalistici del Veneto, per finalità che si possono perseguire anche con altre scelte.

Il Comitato per la tutela della grave di Ciano ha quindi inviato una lettera al presidente della regione, Luca Zaia, chiedendogli conto di questa decisione che va contro il parere di innumerevoli comunità rivierasche e non ma anche di autorevoli esperti di sicurezza idraulica.

“Presidente Zaia, ci rivolgiamo a Lei perché la questione delle casse di laminazione sulle Grave di Ciano non è puramente tecnica, ma riguarda il Bene Comune – inizia così la missiva del Comitato -. C'è una domanda che vogliamo rivolgerLe: come si può parlare di autonomia regionale se poi manca il dialogo diretto con il territorio? Finché a protestare contro le casse era un comitato locale, possiamo capire la cosa vi potesse apparire irrilevante. Ora però anche i Sindaci chiedono la Vs attenzione: Crocetta, Montebelluna, Volpago, Nervesa e Vidor, solo per citarne alcuni.

Lei Presidente si è sempre vantato di essere prima di tutto un oculato amministratore e poi un politico, vicino quindi ai cittadini e ai loro problemi. Nel nostro territorio c'è, ora, un conflitto che contrappone cittadini e amministratori del medio Piave a quelli del basso Piave, come se vi fossero cittadini di "serie A" e cittadini di "serie B". Nessun dubbio sulla necessità di garantire la sicurezza ad abitanti e ad attività produttive, siamo solidali con chi si sente in pericolo. Ma gli studi parlano chiaro: le casse di Ciano del Montello, non sono la soluzione giusta. Né in termini economici, né di risoluzione del problema, né tantomeno in termini ambientali”.

La lettera prosegue rammentando le alternative proposte anche da personalità autorevoli: “Il Ministro Costa a suo tempo indicò in maniera molto chiara che per la messa in sicurezza del territorio serviva un percorso virtuoso di dialogo e confronto tra cittadini e istituzioni, e in tal senso chiese di attivare il Contratto di Fiume, che è l’unico strumento valido per gestire adeguatamente la situazione, assicurando reale trasparenza e partecipazione. La Regione Veneto però invece di sostenere il Contratto di Fiume ha dato il via libera alla progettazione esecutiva delle casse di laminazione, escludendo ancora una volta i cittadini e imponendo dall’alto una decisione che porta la firma del Presidente dott. Luca Zaia.

Ma è così che si intende gestire l’autonomia di questa Regione? Dov’è finito il dialogo? La Piave è Sacra, come lo sono le vite delle persone e la loro identità, il paesaggio che le circonda e l’intero ecosistema fluviale dalla sorgente alla foce. Un ecosistema complesso, popolato da specie rarissime, tanto da essere tutelato da specifiche direttive europee, che mirano alla conservazione della vita e della biodiversità. Fattori indispensabili per la qualità della vita e particolarmente preziosi in una regione con i massimi livelli di cementificazione. È con questo accorato appello, Sig. Presidente, che Le chiediamo di dare ascolto a cittadini e amministratori e di rivalutare le scelte fatte”.

La missiva quindi termina con un invito a Zaia a tornare sui suoi passi: “Le alternative ci sono e sono già sulle vostre scrivanie. La messa in sicurezza del Bacino del Piave può davvero diventare un esempio nazionale di come sia possibile conciliare sicurezza e tutela dell’ambiente per il bene dell'intera comunità, essendo quest’area l’unico corridoio ecologico del Veneto che collega Alpi e Prealpi alla pianura garantendone la biodiversità. Non sprechi questa occasione. Non faccia l’irreparabile errore di distruggere per sempre un luogo unico come le Grave di Ciano. Scelga la sfida di aprire una via nuova per il futuro”.
 

 



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Ingrid Feltrin Jefwa
Direttrice responsabile

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