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01 dicembre 2022

Cronaca

Didattica a distanza, una famiglia italiana su tre non è stata in grado di sostenere adeguatamente l'apprendimento

E' quanto emerge da un'indagine condotta nel giugno 2020 in 11 paesi europei

| Ilaria Frare |

| Ilaria Frare |

Didattica a distanza

MILANO - “L'accesso a Internet e a dispositivi di qualità è stato necessario per la partecipazione dei bambini alla didattica a distanza, ma nonostante l'Italia sia un Paese con una connessione a internet diffusa, molte famiglie hanno incontrato difficoltà”, afferma Daniel Kardefelt – Winther, responsabile della ricerca su bambini e Internet di UNICEF Innocenti. Inoltre “Le famiglie più numerose hanno incontrato difficoltà a tenere il passo con la crescente domanda di dispositivi per ognuno dei loro bambini che frequenta la scuola”. Tra le misure stanziate dal Governo in pieno lockdown c'è stata l'immissione sostanziale di risorse a sostegno della didattica a distanza: il 46% delle famiglie intervistate ha ricevuto dai propri istituti scolastici nuovi dispositivi digitali e, una famiglia su quattro, ha ricevuto un abbonamento internet.

“I nostri dati sono incoraggianti perché mostrano che la maggior parte dei bambini fossero motivati a partecipare alla didattica a distanza. Inoltre, i genitori hanno notato risultati positivi della didattica a distanza sui loro figli, come una maggiore autonomia nell'uso delle tecnologie digitali per i compiti a casa e una maggiore indipendenza nella gestione delle attività scolastiche.” ha aggiunto Giovanna Mascheroni, Professore Associato di Sociologia dei Media all'Università Cattolica.

Le attività di apprendimento online hanno fatto sì che i bambini utilizzassero le tecnologie digitali con maggior frequenza, con un considerevole incremento di 4-5 ore di connessione al giorno. Sebbene l'aumentare delle ore trascorse davanti a uno schermo, l'indagine sottolinea che il tempo libero trascorso online ha rappresentato anche l’unica opportunità di mantenere un senso di normalità grazie a video chiamate con amici o facendo esercizio fisico.

Molti degli studenti coinvolti nell'indagine si sono dichiarato entusiasti nei confronti della didattica a distanza e hanno dimostrato grandi capacità di adattamento. Gli alunni più giovani hanno invece mostrato una maggiore insicurezza nelle stesse abilità, sottolineando la necessità di un supporto aggiuntivo in ambiente di apprendimento formale. Tra genitori intervistati oltre l'82% degli desidera che le scuole integrino più attività educative che favoriscono una maggiore interazione tra gli studenti e maggiori linee guida su come sostenere non solo l’apprendimento a distanza ma, soprattutto, il benessere psicologico dei propri figli.

Sebbene dunque questi risultati indichino le numerose aree che necessitano di un intervento, il 61% delle famiglie ritiene che i loro figli siano più organizzati nella gestione delle attività scolastiche e, più del 70%, ha riferito una maggiore autonomia nell'uso delle tecnologie digitali. Lo studio conclude considerando come nel loro insieme, questi risultati evidenziano che i bambini potrebbero beneficiare di sforzi più concertati volti ad accrescere il loro benessere e la salute mentale, migliorando quindi l'esperienza complessiva di apprendimento a distanza.

 

 


| modificato il:

Ilaria Frare

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