04 giugno 2020

Nord-Est

È morto Gianni secco, storico componente dei Belumat

Con Giorgio Fornasier formò il notissimo duo musicale che portava la cultura veneta ovunque

| Gianandrea Rorato | commenti |

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Gianni Secco

BELLUNO - Veneto in lutto: è scomparso Gianni Secco, indimenticato interprete della poesia e della canzone regionale con l’indimenticato duo “I Belumat”.

Formò una coppia dall’incredibile ascendente popolare insieme a Giorgio Fornasier, ancora attivo nei concerti e nella produzione artistica.

Gianni Secco fu anche conduttore televisivo di programmi popolari, con i suoi i Belumat ha suonato in giro per il mondo, ovunque ci fosse un emigrato veneto, specie in Sud America.

Nonostante la malattia che lo affliggeva da circa quattro anni, ha sempre trovato la forza di andare avanti grazie alle sue grandi passioni, ossia la poesia, la canzone, la scrittura. Grazie anche al suo carattere gioviale, aperto, sempre pronto alla battuta.
“Se ne va uno dei grandi difensore dell’identità, della cultura, della veneticità dei veneti, se ne va un amico, una persona che abbiamo sempre apprezzato. Non lo dimenticheremo mai”.

Così il presidente della Regione, Luca Zaia. “Chi non si ricorda gli spettacoli di Gianni sui palcoscenici e nelle sagre, la sua trasmissione ‘A marenda co i Belumat’? Ha riempito piazze e teatri per decenni, in Italia e all’estero – rievoca Zaia - Attraverso il piccolo schermo è entrato nelle nostre case. Lui avrebbe detto, ‘faccio parte del mobilio’!”.

“Grande cultore della lingua veneta, e dello studio della lingua veneta e del ‘talian’, ovvero del veneto parlato dagli emigranti in America Latina, con il suo lavoro di recupero di storie e canzoni – conclude Zaia - ha sempre cercato di nobilitare la storia e la cultura dei veneti. Ci mancherà”.
 


"Belluno saluta con commozione Gianni Secco, che ci ha lasciati con un sorriso nel cuore dopo una lunga battaglia - ha scritto su Facebook Marco Perale, assessore alla cultura del Comune di Belluno -. Una figura davvero straordinaria. I poeti sanno vedere lontano, e non muoiono mai".
 

 

 



Gianandrea Rorato

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