07 aprile 2020

Vittorio Veneto

Dalla Danimarca a Vittorio Veneto: chi è Luigi Amato Kunst, che ha portato la "filosofia attiva" in città

Il filosofo ha fondato uno sportello filosofico (gratuito) nella Città della Vittoria

| Roberto Silvestrin | commenti |

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Dalla Danimarca a Vittorio Veneto: chi è Luigi Amato Kunst, che ha portato la

VITTORIO VENETO - Ha avuto sicuramente un percorso singolare, e la sua proposta – innovativa, “fresca” e dinamica – non può che essere il frutto di questa esperienza di vita. Lui è Luigi Amato Kunst, un tempo imprenditore, oggi filosofo, professore universitario, scrittore e fondatore di “philoActiva”, il suo personalissimo progetto di consulenza filosofica.

 

“Prima ero un imprenditore, avevo un’agenzia di marketing strategico”, spiega Kunst, che dal 2006 ha letteralmente cambiato la propria vita, grazie ad un bando di ricerca in Danimarca. Lui, che ha tre lauree in filosofia, a 48 anni è diventato ricercatore e professore: la prima attività la svolge al Søren Kierkegaard Research Centre, mentre all’università insegna fenomenologia, sempre a Copenhagen.

 

Le sue radici danesi, da parte di madre, hanno favorito il suo approdo nel paese che si affaccia sul mar Baltico: lì è iniziata una nuova vita, una parte della quale è dedicata proprio alla “pratica filosofica”. “Il filosofo deve fare pratica della condizione umana”, spiega Kunst, che in Italia ha aperto due sportelli filosofici, uno a Sedico e l’altro a Vittorio Veneto, grazie alla collaborazione con l’Università per la formazione continua “Ippolito Pinto”.

 

Si tratta di incontri perlopiù individuali – anche se non mancano quelli di gruppo -, che si fondano sul cosiddetto “agire cooperativo attivo”. In termini più semplici, come spiega Kunst, nello sportello filosofico “si lavora insieme, si costruisce e si coopera”, in un dialogo aperto con il filosofo.

 

Ma chi si rivolge – e potrebbe rivolgersi – a questo tipo di sportelli? “Ci sono molte persone che vogliono migliorarsi nella vita, oppure capire chi sono – riporta il filosofo -. Ma c’è anche chi perde il lavoro, o chi deve ricollocarsi dal punto di vista lavorativo, oppure chi affronta un periodo di crisi”.

 

Che cosa posso conoscere? Che cosa devo fare? Cosa mi è lecito sperare? Cosa è l’uomo? Sono le quattro domande fondamentali che Kunst ha posto alla base di questo progetto. Lo sportello è infatti un modo per “creare orizzonti intenzionali, per creare mondi, soprattutto attraverso la cultura. E’ anche un tentativo di riappropriarsi dell’uomo, com’era prima dell’età della tecnica”.

 

Si tratta di una realtà che è “quasi imprenditoriale”, e comunque volutamente distante dall’atteggiamento accademico, aperta tutti. Le “soluzioni” concrete che riguardano le persone, ovviamente, variano da individuo a individuo. “E funziona, funziona bene”, dice Kunst, che ha definito l’esperienza vittoriese “fantastica, perché gli anziani sono detentori di saggezza”.

 

Kunst è riuscito nella – difficile – impresa di coniugare filosofia e vita concreta, obiettivo che tante scuole e tanti pensatori hanno tentato, nel tempo, di raggiungere. Con risultati “reali”, lo testimonia lui stesso, molto soddisfacenti.

 



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Roberto Silvestrin

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