22 febbraio 2020

Italia

Di Maio si dimette da capo politico: "Mio compito terminato"

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Di Maio si dimette da capo politico:

"Sono qui per rassegnare le mie dimissioni da capo politico Cinquestelle. Molti mi hanno detto di non mollare, ma io non ci penso per nulla. Per quanto mi riguarda si chiude soltanto una fase. Ci sarò e non mollerò mai, continuerò a seguire il M5S". Così Luigi Di Maio, dal palco dell'evento M5S al Tempio di Adriano dove è stato presentato il team dei facilitatori, ha annunciato ufficialmente le sue dimissioni dal leader.

 

Accolto dall'ovazione della platea, il capo politico uscente del Movimento Cinquestelle ha ringraziato per l'accoglienza per poi pronunciare il suo discorso: "Da oggi - ha sottolineato il leader uscente - la nostra organizzazione è definitiva. Dopo i facilitatori tematici e quelli organizzativi, finalmente ogni regione avrà persone che si prenderanno cura dei cittadini con più attenzione".

 

E ha aggiunto: "Per stare al governo e dare risposte concrete alle persone serve essere presenti sul territorio in maniera organizzata e strutturata. Ho lavorato per un anno a questo progetto, dalle elezioni in Abruzzo del 2019, che ci hanno scosso non poco per il risultato. E adesso posso dire di aver portato a termine il mio compito. Da oggi inizia per il M5S il percorso per gli stati generali, i primi della nostra storia". Gli stati generali, ha scandito Di Maio, saranno "un momento importantissimo in cui il M5S traccerà una nuova idea di paese per i prossimi decenni, lo faremo tutti insieme. Perché rispetto a quando siamo nati 10 anni fa l'Italia è cambiata, anche grazie al M5S".

 

"Continuerò a lavorare per il bene degli italiani da ministro degli Esteri", assicura Di Maio, che continua: "Il Movimento è un progetto rivoluzionario. Continueremo ad essere determinanti per l'Italia, abbiamo davanti a noi lungo percorso di crescita". Poi il bilancio: "Se negli ultimi anni non fossimo andati così spesso l'uno contro l'altro, avremmo raggiunto risultati ancor più importanti". Ma, aggiunge, "dobbiamo essere coraggiosi e fiduciosi al tempo stesso. Mi fido di voi e di chi verrà dopo di me". "Stare al governo richiede fiducia prima di tutto in noi stessi. Ci vuole pianificazione e realismo", dice ancora Di Maio, per il quale l'esecutivo "deve andare avanti, i risultati arriveranno".

 

Il M5S, del resto, "non può essere giudicato per 20 mesi al governo" e "dobbiamo avere il tempo di mettere a posto quello che hanno messo in disordine per 30 anni quelli di prima". Dal palco, Di Maio rivendica: "Abbiamo fatto tanto da quando siamo al governo: per il lavoro, per le famiglie, la giustizia, l'ambiente. Nottate passate ai tavoli a lavorare". Di Maio si scaglia poi contro il "fuoco amico": "Lesi dal tutti contro tutti, il rumore di pochi ha fatto danni -. Basta pugnalate dalle retrovie". Il leader pentastellato ha condannato infatti gli "attacchi ai probiviri da chi fa il martire tradendo regole" e definito "da psichiatria chi lascia e sostiene il governo dal gruppo Misto".

 

E sul suo futuro nel Movimento assicura: "Non lo mollerò mai, è la mia famiglia". "E' la fine di una fase, ma non del mio percorso nel Movimento. Vi ringrazio per l'affetto, ringrazio Gianroberto Casaleggio e Beppe Grillo per la fiducia, e Davide Casaleggio, che è quasi un fratello", ha detto dal palco, prima di annunciare l'addio al ruolo di leader: "Sono qui per rassegnare le mie dimissioni da capo politico Cinquestelle. Molti mi hanno detto di non mollare, ma io non ci penso per nulla. Per quanto mi riguarda si chiude soltanto una fase. Ci sarò e non mollerò mai, continuerò a seguire il M5S", ha aggiunto, per poi levarsi la cravatta d'ordinanza come gesto d'addio. La 'reggenza' del M5S, dopo il passo indietro del capo politico, spetterà a Vito Crimi, in quanto membro più anziano del comitato di garanzia grillino, come riportato dallo statuto del Movimento . Sarà lo stesso Crimi, viene inoltre rilevato dalle stesse fonti, a scegliere il capo delegazione M5S per il governo, che non è stato indicato nella riunione di questa mattina tra Di Maio e i ministri pentastellati.

 

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