05 aprile 2020

Benessere

Clima: lo studio, l'obesità inquina il 20% in più.

| AdnKronos | commenti |

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Clima: lo studio, l'obesità inquina il 20% in più.

Roma, 20 dic. (AdnKronos Salute) - L'obesità inquina. Perentorio, ma senza fini discriminatori, il risultato al quale è giunta una nuova analisi scientifica, secondo cui l'aumento della dimensione corporea media delle persone sulla Terra, insieme alla crescita numerica della popolazione mondiale, rappresenta un ostacolo alla sfida di ridurre le emissioni di anidride carbonica causate dall'uomo. I risultati appaiono su 'Obesity', la rivista della Obesity Society, ma gli autori avvertono: no alla stigmatizzazione di chi ha questo problema.

Tutti gli organismi dipendenti dall'ossigeno sul nostro pianeta emettono biossido di carbonio, a causa dei processi metabolici necessari per mantenersi in vita. La produzione totale di anidride carbonica è collegata al tasso metabolico medio, alla dimensione corporea e al numero totale di individui di una determinata specie. Secondo gli esperti del dipartimento di Nutrizione, Esercizio e Sport dell'Università di Copenaghen (Danimarca), le persone obese producono una quantità di CO2 maggiore di circa il 20% rispetto agli individui con peso normale.

Questo perché, per il sostegno vitale di chi ha un peso corporeo maggiore, è necessario produrre e trasportare più alimenti e bevande, con un conseguente consumo di combustibili fossili, così come per il trasporto stesso quando si spostano con mezzi di locomozione a carburante. A livello globale, è stato stimato che l'obesità contribuisca a un 'extra' di 700 megatoni di emissioni di anidride carbonica all'anno, o all'1,6% circa di tutte le emissioni prodotte dall'uomo.

Per valutare l'impatto dell'obesità sull'ambiente, i ricercatori hanno utilizzato le definizioni standard di obesità (indice di massa corporea Bmi maggiore o uguale a 30 kg/m2) e peso normale (Bmi inferiore a 25). Sono stati effettuati calcoli sull'emissione aggiuntiva di gas serra (anidride carbonica, metano e protossido di azoto) dall'aumento del metabolismo ossidativo, dall'aumento della produzione e del consumo di alimenti e dall'aumento del carburante utilizzato per trasportare il maggior peso corporeo delle persone con obesità.

Rispetto a un individuo con peso normale, i ricercatori hanno calcolato che una persona obesa produce 81 kg/anno in più di emissioni di anidride carbonica causati dal metabolismo, altri 593 kg/anno di emissioni di anidride carbonica da un maggiore consumo di cibi e bevande e ulteriori 476 kg/anno di emissioni di anidride carbonica prodotti dal trasporto in automobile e aerei. Nel complesso, l'obesità è associata a circa il 20% in più di emissioni di gas serra rispetto alle persone con peso normale.

Gli autori sottolineano subito che è di fondamentale importanza che queste nuove informazioni scientifiche non portino a una maggiore stigmatizzazione dell'obesità: chi ne è affetto deve subire già atteggiamenti negativi e discriminazioni. "Questo studio chiarisce che stiamo pagando un prezzo elevato a causa dell'accesso difficile alle cure per l'obesità, che se non trattata influisce sulla salute delle persone e sull'ambiente", afferma Ted Kyle, fondatore di ConscienHealth, non coinvolto nella ricerca, ma autore di un commento sulla rivista.

"Anche l'attività fisica è associata alla produzione di una quantità maggiore di anidride carbonica rispetto al riposo, ma nessuno penserà mai di stigmatizzare le persone che fanno sport perché hanno un effetto negativo sull'ambiente", ricorda in un altro commento Boyd Swinburn della School of Population Health dell'Università di Auckland in Nuova Zelanda. "La nostra analisi suggerisce che, oltre agli effetti benefici su morbilità, mortalità e costi sanitari, la gestione dell'obesità può influenzare favorevolmente anche l'ambiente", spiega Faidon Magkos, uno degli autori dello studio.

 



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