29 maggio 2020

Valdobbiadene Pieve di Soligo

"Soldan, dal 27 maggio la festa è finita. Basta cene e brindisi"

Duro attacco del candidato Roberto Menegon all'attuale sindaco dopo l'annullamento del dibattito

| Roberto Silvestrin | commenti |

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PIEVE DI SOLIGO - Salta il dibattito tra i candidati pievigini, ma inizia comunque una lunga serie di schermaglie elettorali a distanza. Non è andata giù, infatti, al candidato sindaco Roberto Menegon la scelta del centrodestra, guidato da Silvia Mazzocco, di non partecipare a nessun tipo di dibattito prima delle elezioni.

 

Decisione che ha causato l’annullamento del confronto organizzato dal Quindicinale: anche l’attuale sindaco Stefano Soldan, che corre per il secondo mandato, ha detto “no” ad un eventuale confronto a due con Menegon. “Non sono stupito dalla scelta dei due candidati – dichiara Menegon -. Mazzocco si nasconde dietro i simboli, Soldan è coerente con i suoi cinque anni di amministrazione. Di fronte alle responsabilità e alle difficoltà scappa”.

 

Ed è proprio l’attuale sindaco il bersaglio scelto da Menegon, che attualmente è assessore nella giunta Soldan. Tra i due si è però consumato un vero e proprio “divorzio” politico: “E’ troppo facile vivere in una realtà virtuale facendo delle promesse – continua Menegon -. Ma il 27 maggio la festa finisce, basta con cene e brindisi. Non si può fuggire, vuol dire non volersi confrontare con i bisogni dei cittadini”.

 

L’attuale assessore ha ricordato la propria disponibilità ad un dibattito a due con il sindaco, ma anche a “un confronto da solo con i cittadini. Stiamo parlando del bene della comunità”. Soldan è stato attaccato anche da Mazzocco, che gli ha rinfacciato la presenza di esponenti politici nella lista che porta il suo nome, nonostante la civica si definisca “apartitica”.

 

“Ci sono candidati consiglieri di dichiarata provenienza politica, in particolare dal Movimento 5 Stelle e dal centrosinistra in generale – dichiara Mazzocco -. E’ altresì curioso notare come Stefano Soldan sia stato ufficialmente sostenuto dal Partito Democratico nel 2014 e, ad oggi, non ci risulta che gli esponenti democratici locali abbiano ritirato il sostegno a quello che fu definito il “Renzi pievigino”. Ed è curioso notare come Soldan parli di “continuità amministrativa”, quando in realtà ha perso, strada facendo, sia l’appoggio di Forza Pieve, sia quello di Vivere Pieve: è come divorziare e dire che si crede nella continuità della famiglia”.

 

Mazzocco ha invece dichiarato che lei e i suoi sono “orgogliosi di essere sostenuti da Lega e Forza Italia”.

 



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Roberto Silvestrin

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