08 aprile 2020

Montebelluna

I cittadini “si arruolano” per la sicurezza, già in duecento entrano nel controllo di vicinato

Costituiti i primi gruppi, altri saranno creati a breve

| Matteo Ceron | commenti |

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I cittadini “si arruolano” per la sicurezza, già in duecento entrano nel controllo di vicinato

MONTEBELLUNASono già oltre duecento le adesioni di volontari aderenti ai nuovi gruppi di controllo di vicinato a Montebelluna. All’inizio dell’autunno c’era stato un incontro nell’auditorium della Biblioteca comunale, a cui ne sono seguiti altri nelle frazioni, per presentare l’iniziativa. I numeri dimostrano che l’interesse c’è, ora si sono già creati i primi gruppi.

A Biadene si è creato il gruppo che fa riferimento al Villaggio Granzotto e comprende i rappresentanti di circa 30 famiglie residenti. A Mercato Vecchio, il gruppo, che comprende anche Capodimonte, è formato da circa 80 persone. Due invece i gruppi che si stanno costituendo a Caonada, ciascuno di circa 20 persone, mentre nel Quartiere Bertolini a breve si costituirà un gruppo di circa 50 persone. Seguiranno gli incontri nelle altre frazioni dove sono state raccolte adesioni: San Gaetano-Sant'Andrea (circa 30) a Posmon-Contea (circa 20) e a Guarda (circa 30). Si programmeranno un altro incontro per la frazione di Busta e per il Centro.

 

“Ringrazio l’assessore Antonio Romeo che, ricordo, è stato anche maresciallo dei Carabinieri, il Comandante della Polizia locale di Montebelluna, Stefano Milani, e i comitati civici per il lavoro di proselitismo sviluppato negli ultimi tre mesi che ci porta ad avere una base adeguata per avviare il progetto di sorveglianza di vicinato - interviene il sindaco, Marzio Favero -. Ricordo che si tratta di un’iniziativa su base volontaria. Coloro che aderiscono sono tenuti ad iscriversi all’associazione nazione di Controllo di vicinato e a individuare poi i riferenti che si rapporteranno con il sindaco e la Polizia locale e che a loro volta si interfacceranno per i temi che riguardano l’ordine pubblico con i Carabinieri e la Guardia di Finanza.

 

L’obiettivo è quello di ricostruire un senso di comunità attraverso la ricostruzione di rapporti tra persone che abitano le stesse frazioni e le stesse vie e che finora hanno avuto poche occasioni per frequentarsi e solidarizzare tra loro.  Il progetto non è in alcun modo assimilabile a quello delle ronde di alcuni anni fa. Non prevede quindi che vi siano persone identificabili con dei giubbotti che effettuano ispezioni. Si tratta piuttosto di avere quell’attenzione per il luogo in cui si abita che tiene conto anche di eventuali presenze sospette. Nel qual caso si dovrà procedere con delle segnalazioni qualificate che serviranno per mettere in azione gli attori più opportuni.

Si può andare dagli agenti di pubblica sicurezza a i servizi sociali, la Caritas o la Protezione civile nel caso vi siano persone bisognose di aiuto. Il Controllo di vicinato serve anche per segnalare problematiche che attengono le manutenzioni del patrimonio pubblico infrastrutturale o gli episodi di degrado ambientale. Dopo la formalizzazione delle iscrizioni, il prossimo 7 febbraio a Povegliano verranno formati i coordinatori dei gruppi che poi potranno iniziare ad operare”.

 



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Matteo Ceron

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