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09 dicembre 2021

Castelfranco

Nido di rondini distrutto in piazza Giorgione, Oipa condanna: “Responsabile sia punito”

Insieme alla Lav chiede un rapido intervento dei carabinieri perché lo identifichino quanto prima

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rondine

CASTELFRANCO - Giovedì la scoperta della distruzione di un nido di rondini a Castelfranco, sotto i portici di piazza Giorgione. Stando a quanto emerso il responsabile dell’atto potrebbe essere rapidamente identificato, dato che le telecamere di una banca avrebbero infatti ripreso ogni mossa e saranno quindi determinanti per l’identificazione.

 

Se lo augurano l’Oipa e la Lav di Treviso, che sul caso hanno diffuso una nota congiunta. “Le rondini, i loro nidi e le uova sono protetti dalla Legge nazionale sulla tutela della fauna selvatica n. 157/92, che le ricomprende nel patrimonio indisponibile dello Stato tutelato nell'interesse della comunità nazionale ed internazionale, inoltre chiunque determini la morte dei nidiacei incorre nella violazione dell’articolo 544 del codice penale, che prevede la reclusione fino a due anni per il responsabile – viene spiegato -. La distruzione di un nido di rondini è un atto inaccettabile in una comunità civile, un atto violento verso gli esseri più indifesi nel momento più delicato della loro vita!”.

 

“La presenza delle rondini – dichiarano le sedi Oipa e Lav trevigiane - oltre ad essere gradita dalla stragrande maggioranza dei cittadini, garantisce anche un’importante funzione benefica per noi umani in quanto questi uccelli sono grandi predatori di insetti.  Costruendo il suo nido in genere sotto i cornicioni dei tetti di case, la Rondine è una delle specie più abituate a vivere a contatto con l’uomo. Giungono in Europa in primavera, dopo un viaggio che le porta ad attraversare buona parte del continente africano. Le rondini più anziane sono le prime ad arrivare e vanno ad occupare i nidi costruiti negli anni precedenti. Il nido è composto esternamente di fango, materiale che raccoglie generalmente nelle pozzanghere, mentre l’interno è rivestito di erba e piume, per rendere il giaciglio più morbido e confortevole”. 

 

“Chiediamo un rapido intervento dei Carabinieri perché, con il supporto delle telecamere di sorveglianza, identifichino quanto prima il responsabile e lo denuncino alla Procura della Repubblica – concludono Oipa e Lav - la sua condanna per l’uccisione di animali indifesi dovrà essere di esempio, la vita degli animali merita rispetto come quella dei nostri simili!”.

 



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