22 ottobre 2020

Treviso

Volontarinsieme - Csv si conferma la più grande rete di associazioni della Marca

Centri di Sollievo per Alzheimer, trasporto gratuito di persone in difficoltà ma anche lotta alle ludopatie e alle marginalità gli ambiti di intervento

| Isabella Loschi |

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| Isabella Loschi |

Alberto Franceschini

TREVISO - Oltre 350 associazioni di volontariato, prevalentemente socio-sanitarie e 9.300 volontari in crescita nell’ultimo triennio e 89mila soci aderenti con un valore economico stimato di 12, 8 milioni di euro annui. Con questi numeri oggi Volontarinsieme - Centro servizi volontariato trevigiano, è la più grande rete di associazioni del territorio della Marca.

L'organizzazione, cosiddetta di secondo livello, sabato 10 marzo si riunirà per eleggere il nuovo consiglio direttivo e la presidenza che vede ricandidato anche il presidente uscente Alberto Franceschini, per un secondo mandato triennale. Nella rosa di 19 candidati per il nuovo consiglio direttivo da 15 posti, verrà scelto anche il presidente. Proprio per la chiusura del triennio da presidente Francheschini ha tracciato un bilancio dell'attività svolta e dei progetti futuri.

Pur alle prese con il dimezzamento di fondi disponibili, dovuti al crollo degli utili delle fondazioni bancarie (per legge, principale fonte di finanziamento dei Csv), il coordinamento provinciale ha contribuito a diversi progetti su larga scala, riconosciuti a livello regionale.

Tra i più importanti il progetto “Stacco”, per il trasporto e l’accompagnamento gratuito di persone anziane o con difficoltà di movimento a visite o verso i centri di aggregazione. Nelle due annualità in cui il progetto è attivo a Treviso sono stati percorsi quasi 300.000 chilometri effettuando circa 8.300 trasporti aiutando circa 1500 persone. Centrale il progetto “Centri di Sollievo” per Alzheimer, che conta 38 centri nella Marca, con oltre 620 volontari e 350 ospiti accolti, che mira ad aiutare le famiglie di malati di degenerazione cognitiva.

Altro gioiello trevigiano l’Università del Volontariato, 4 in tutta Italia, che nel triennio ha coinvolto più di 1200 persone, provenienti da 300 associazioni, delle quali ben 130 hanno frequentato il percorso strutturato, creando nuove figure e formando volontari competenti.

“L’impegno di Volontarinsieme si è tradotto in una modalità costante di lavoro in rete (sia tra le singole associazioni che tra le associazioni e le istituzioni) – afferma il presidente uscente Alberto Franceschini - per rendere il volontariato protagonista autorevole nel collaborare alla definizione delle politiche sociali in quei settori dove tradizionalmente i volontari svolgono la loro opera l’assistenza, la sanità, il sostegno alla famiglia, la cura degli anziani, le politiche giovanili, la disabilità, l’immigrazione, le nuove povertà, la tutela ambientale, la cooperazione internazionale.”

Sempre in collaborazione con le associazioni, sono in corso anche attività di co-progettazione specifici contro ad esempio le ludopatie, per favorire l'integrazione dei ragazzi disabili attraverso lo sport, l’integrazione di persone con disabilità attraverso il lavoro o la cura degli orti e offrire sostengo e alloggio temporale ai padri separati a rischio marginalità.

“L’impegno per i prossimi anni è di proseguire su alcune tematiche e ambiti che ci stanno particolarmente a cuore, come il disagio in adolescenza, le ludopatie, le eccedenze alimentari, le nuove forme di marginalità – sottolinea Franceschini – Sono gli ambiti su cui concentreremo la nostra programmazione e su cui investiremo i fondi che arrivano dal comitato di gestione regionale e nazionale.”

L’altra grande sfida che attende i Csv nei prossimi mesi è sicuramente l’attuazione della Riforma del Terzo Settore: “La riforma, infatti, è intervenuta non solo a riordinare la normativa sul terzo settore, ma anche a dettare nuovi paradigmi per i Csv che si troveranno a supportare una platea più ampia rispetto al passato, composta non solo dal volontariato ma da tutti gli enti del Terzo settore, come, ad esempio, anche dalle associazioni di promozione sociale, dalle fondazioni, delle imprese sociali, dalle cooperative sociali. Quello che viene chiesto al Csv – conclude Alberto Franceschini - è di essere a fianco delle associazioni non più e non solo per fornire consulenze in termini legali, fiscali, amministrativi o di formazione, ma di riuscire a porsi come animatore di processi attraverso cui gli enti del Terzo settore cercano di dare risposte ai bisogni che emergono dal territorio”.

 


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