27 novembre 2020

Treviso

Csv Treviso, 235mila euro per combattere la marginalità

Volontarinsieme capofila del progetto che ha ricevuto il contributo del CoGe regionale per supportare le azioni messe in atto da associazioni di volontariato

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alberto franceschini

TREVISO - La marginalità, economica e relazionale, rappresenta una condizione in progressiva diffusione tra le persone. I dati della Caritas 2016 confermano che la povertà assoluta al Nord è passata dal 2,6% del 2007 al 6,7% del 2015. L’aumento di povertà o esclusione sociale è più importante nelle fasce più fragili della popolazione, ovvero donne, bambini, stranieri e persone con disabilità e spesso gli unici aiuti arrivano dal volontariato.

Proprio per supportare le azioni messe in atto da associazioni di volontariato che si occupano di anziani soli, adulti con problemi psicologici, persone disabili, disoccupati, Volontarinsieme – Csv Treviso ha dato vita ad un progetto che mira a rafforzare le capacità delle associazioni coinvolte, aiutandole a migliorare e a innovare iniziative già attive, in modo da ridurre la dispersione di risorse. Il progetto dal titolo “Note a margine” che vede capofila il Csv di Treviso, avrà come partner i centri del volontariato di Belluno, Padova, Rovigo e Vicenza e potrà contare su contributo di 235mila euro da parte del Co.Ge.

In totale sono 5 i progetti firmati oggi tra il CoGe regionale e i 7 centri di servizio per il volontariato per un valore di oltre 1,2 milioni di euro: si va dalla rigenerazione urbana al protagonismo degli adolescenti, dall’incubatore di idee sociali agli interventi sulle marginalità.

“Oggi in molti sembrano convivere con il rischio di scivolare in situazioni di marginalità ed esclusione sociale, se nel proprio contesto di vita non riescono a trovare supporti adeguati a superare momenti di crisi, di rottura di un equilibrio, come la perdita del lavoro, la malattia propria o di un famigliare, l’indebitamento – afferma Alberto Franceschini Presidente di Volontarinsieme - Csv Treviso – Le famiglie dove la persona di riferimento ha perso il lavoro sono al limite della povertà, e le statistiche parlano di un 31%.”

“Quando parliamo di marginalità in questo progetto non ci riferiamo solo a quella economica ma anche e soprattutto relazionale, perché collegata al diffondersi complessivo di relazioni instabili o frammentate – prosegue Franceschini – In questi casi assume un valore fondamentale la prospettiva relazionale, cioè il coinvolgimento della comunità di volontariato, la costruzione di relazioni, l’attivazione di connessioni tra persone e realtà, dando concretezza ad un approccio welfare community, legato all’idea di welfare generativo”.

Il progetto “Note a margine” verrà sviluppato sui territori delle Province di Treviso, Belluno, Padova, Rovigo e Vicenza, con particolare attenzione alle aree periferiche, dove le situazioni di marginalità si sviluppano maggiormente. I soggetti più coinvolti saranno gli anziani isolati, gli adulti con depressione o problemi psicologici, le persone con disabilità fisiche o intellettive e gli adulti disoccupati o in situazioni economiche difficili.

“L’ambito della co-progettazione diventa quindi una nuova linea metodologica d’innovazione sociale, come previsto dalla Riforma del Terzo Settore, avviando un interessante processo di partecipazione “dal basso” dove saranno coinvolte molte realtà associative del nostro territorio – conclude Franceschini – Le varie aree di intervento permetteranno di toccare tutti gli ambiti della società, dallo sviluppo di comunità solidali alla rigenerazione urbana, fino ad arrivare alla gestione dei beni comuni”.

 



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