07 aprile 2020

Vittorio Veneto

Vittorio Veneto, un terreno manda in tilt il consiglio comunale. Si rischia il "debito a vita"

Il punto all'ordine del giorno viene rinviato, la maggioranza si mostra spaccata

| Roberto Silvestrin | commenti |

immagine dell'autore

| Roberto Silvestrin | commenti |

Vittorio Veneto, un terreno manda in tilt il consiglio comunale. Si rischia il

VITTORIO VENETO - Un terreno manda in tilt il consiglio comunale. La questione è annosa e complessa, e riguarda la proprietà di un’area lungo l’ex alveo del torrente Cervano: il terreno è di proprietà del Demanio, a cui il privato – che lì ci coltiva un vigneto – versa 6600 euro all’anno di canone.

 

Nel 2013 il comune ha richiesto - in virtù di una legge sul “federalismo demaniale” che glielo consentiva – che il terreno diventasse di sua proprietà. Il tutto a titolo non oneroso, quindi senza spese per l’amministrazione. Una nota del Demanio, datata marzo 2016, ha dato parere positivo per il rilascio – a titolo non oneroso – della proprietà di 6mila metri quadri.

 

Peccato che lo Stato, però, voglia assicurarsi comunque l’entrata del canone che ora riceve: ha così chiesto al comune, a fronte della cessione del terreno, di “versare” a vita 6600 euro all’anno. Tecnicamente si tratterebbe di una trattenuta da parte dello Stato, e non di un vero e proprio versamento. Di fronte a questa richiesta, la giunta guidata dal sindaco Roberto Tonon ha deciso di retrocedere, lasciando la proprietà allo Stato.

 

A complicare le cose c’è anche un contenzioso tra il privato ed il Demanio, che è in corso dagli anni ‘80, e che sostanzialmente il comune si troverebbe ad “ereditare”. Il consiglio comunale si è trovato a votare questa retrocessione ieri sera, ma il punto ha mostrato una maggioranza disorientata e “spaccata”, soprattuto sull’asse Carnelos-Tonon.

 

La Lega ha invece affondato il colpo, chiedendo di rilevare il terreno e di rivenderlo al privato: trattandosi infatti di un terreno su cui si coltiva il Prosecco, il valore della terra è – al momento – molto alto. Il consigliere Adriano Botteon ha proposto invece la revisione dell’accordo con il Demanio, per trovare una soluzione meno onerosa della questione.

 

E sul dibattito interno tra il primo cittadino e il consigliere Graziano Carnelos è stato provocatorio: “Ne avete parlato almeno in maggioranza?” ha chiesto ironico l’esponente del gruppo misto, fuoriuscito dal Pd. I consiglieri Matteo Saracino (Partecipare Vittorio) e Giuseppe Maset (Lega), insieme a Botteon, hanno chiesto la sospensione del consiglio ed il rinvio del punto all’ordine del giorno: sospensione su cui si è espresso favorevolmente anche il capogruppo Pd Marco Dus.

 

Il consiglio viene sospeso, per dare spazio prima alla riunione dei capigruppo e poi – un po’ a sorpresa – ad una riunione di maggioranza. Al termine della lunga pausa si vota il ritiro del punto all’ordine del giorno: tutti favorevoli, tranne la Lega che si astiene. Il consiglio comunale quindi prende tempo, per chiarire la faccenda e per decidere la migliore soluzione dell’intricata vicenda: se però il consiglio non voterà la retrocessione – lasciando inalterata la decisione del Demanio di cedere l’appezzamento –, il rischio è quello di dover sottoscrivere la cessione del terreno e di “accollasi” il canone di oltre 6mila euro annui per sempre.

 

Che lo Stato si tratterrebbe direttamente dai soldi che versa al comune di Vittorio Veneto. Saracino non ha risparmiato critiche: “Sono rimasto deluso da questa mancanza di trasparenza. Questa è stata una figura imbarazzante da parte della maggioranza, è brutto per la città. Voglio ricordare che dopo la questione del distributore è il secondo caso di ritiro del punto”.

 



foto dell'autore

Roberto Silvestrin

Leggi altre notizie di Vittorio Veneto
Leggi altre notizie di Vittorio Veneto

Dello stesso argomento

vedi tutti i blog

Grazie per averci inviato la tua notizia

×