23 febbraio 2020

Vittorio Veneto

Atti "segreti" nella delibera per Piazza Meschio, tutto rinviato

La mozione di Da Re gela il consiglio comunale, che ritira il punto. Se ne discuterà a porte chiuse

Roberto Silvestrin | commenti |

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Atti

VITTORIO VENETO - E’ stato un consiglio comunale che ha avuto dell’incredibile, quello di ieri sera. Se infatti non ci fossero stati il blackout della maggioranza (senza numeri per approvare la variazione al piano delle opere pubbliche), e la sospensione e il rinvio del consiglio stesso, la notizia sarebbe stata un’altra.

 

Ovvero la “mossa” del segretario nazionale della Lega e consigliere comunale Gianantonio Da Re, che ha letteralmente paralizzato la seduta. All’ottavo punto dell’ordine del giorno si votano le linee di indirizzo per l’accordo e il completamento di Piazza Meschio.

 

Punto caldo, anzi caldissimo. Perchè Da Re presenta immediatamente una mozione per rinviare la discussione ad un’altra seduta. Il motivo? Nella delibera sono citate delle missive tra Edilvi e Zurich - protagoniste insieme al comune dell’annosa questione – su cui c’è un vincolo di riservatezza.

 

Impossibile quindi, secondo Da Re, discuterne apertamente di fronte alle telecamere che in streaming trasmettono il consiglio. A questo si aggiunge il fatto che questi documenti, a tutti gli effetti degli atti, sono stati depositati solo martedì: il regolamento prevede invece che siano depositati 4 giorni prima del consiglio comunale.

 

E gli atti, secondo la normativa, non possono essere “tolti” dalla delibera con un emendamento, come invece era stato proposto dall’amministrazione e dal presidente del consiglio Silvano Tocchet. Il consiglio comunale viene sospeso, per dare modo di analizzare la faccenda. Quando, al ritorno in aula, il presidente presenta gli emendamenti, per ben due volte Da Re si rifiuta di ritirare la mozione.

 

“Non è possibile votare secondo scienza e coscienza” secondo l’esponente del Carroccio, che ha sottolineato il ritardo del deposito degli atti e l’impossibilità di parlarne apertamente durante il consiglio. “Ritiriamo il punto e ne discutiamo a porte chiuse in un’altra seduta” propone il segretario leghista.

 

A quel punto la maggioranza si rende conto di trovarsi di fronte ad un vicolo cieco: d’altronde, in tutto il consiglio – fin dalle prime parole di Da Re – la sensazione era che il colpo assestato dal consigliere fosse decisivo. Tanto che, al momento del voto della mozione per il ritiro del punto, il consiglio si è espresso all’unanimità per il rinvio.

 

Da Re e Matteo Saracino di Partecipare Vittorio avrebbero voluto anche il ritiro del nono punto, quello del piano triennale delle opere, perché strettamente legato a Piazza Meschio. Ci ha pensato la sorte a soddisfare le loro richieste: con il pareggio in termini di numeri arrivato poco dopo, infatti, la modifica al piano delle opere non è passato, causando la sospensione e il rinvio del consiglio comunale, che doveva esprimersi in merito al bilancio di previsione.

 

Sembra che, in base al nuovo accordo tra comune e Zurich, l'assicurazione abbia accettato di versare 300mila euro per i lavori, mentre il resto (420mila) sia a carico dell'amministrazione.

 



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Roberto Silvestrin

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