05 aprile 2020

Castelfranco

LA FAMIGLIA DEL MACELLAIO SENZA CASA OSPITE IN UNO SCANTINATO

Sostengono di non aver avuto un tesoro in casa: «Erano placche da 5 grammi ciascuna. Valevano circa 5mila euro»

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Castelfranco - Sono stati ospitati in uno scantinato da dei vicini. La famiglia di Luigino Silvestri per il momento vivrà lì. Il macellaio di Castelfranco che gestisce una macelleria in centro a Resana la cui abitazione è andata distrutta dalle fiamme nella notte tra sabato e domenica dopo l’ingresso dei ladri, ora sta pensando a come andare avanti.

Non si dà per vinto e ora è dietro al bancone. Intanto la moglie sottolinea che non possedevano dei veri e propri lingotti d’oro, ma delle placche di circa 5 grammi ciascuna che potevano avere un valore complessivo di circa 5mila euro. Pertanto non avevano un tesoro nascosto, come pareva inizialmente, dato che si parlava di lingotti d’oro.

Nessuna novità per il momento sul fronte delle indagini. Una conferma sulle cause dell’incendio arriva dalla testimonianza della moglie di Luigino Silvestri, Barbara Marina Ravagnan: «Sotto alla cassaforte c’era un divano. Pensiamo che l’incendio si sia sviluppato da lì con delle scintille provenienti dal flessibile che stavano utilizzando». In casa c’erano due casseforti installate di recente, una non è stata toccata.

«La prima notte abbiamo dormito da mia madre, a Venezia – riferisce la moglie di Luigino Silvestri -, ma ora dormiremo a casa di alcuni vicini che ci hanno messo a disposizione uno scantinato».

«Abbiamo trovato molta disponibilità nella gente del paese – aggiunge -, anche gente che avevamo visto poche volte è venuta a chiederci che cosa ci serviva. Il sindaco di Castelfranco è stato molto gentile mettendoci a disposizione delle stanze d’albergo, ma per il momento preferiamo stare a casa dei vicini».

 

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