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25 febbraio 2024

Vittorio Veneto

L'ex ghetto fa acqua (nelle case limitrofe)

Lo stabile di via Manin candidato a luogo del cuore 2016

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L'ex ghetto fa acqua (nelle case limitrofe)

VITTORIO VENETO - Per l’anno 2016 il FAI (Fondo Ambiente Italiano) promuove l’ottavo censimento nazionale attraverso il progetto “i luoghi del cuore”. L’obbiettivo è quello di salvaguardare e proteggere i luoghi più belli d’Italia, selezionati e votati dai cittadini italiani attraverso un sistema di votazioni online e raccolta firme. Ad oggi è stato possibile salvare 68 luoghi, appartenenti alle diverse regioni dello Stivale. Tra queste è presente anche il Veneto e la città di Vittorio Veneto, che partecipa al censimento con un gran numero di luoghi segnalati e voti.

 

Primo fa tutti, in città, è l’ormai tristemente noto ex ghetto ebraico di via Manin. Il ghetto era stato inserito nel progetto FAI già dal censimento del 2004, e poi anche nel 2012 e 2014, per cercare di ricevere qualche aiuto dalla comunità italiana, visto che Comune e privati, malgrado le insistenti sollecitazioni da parte dei vari comitati cittadini non sono mai riusciti a sbrogliare la situazione, a far sistemare il ghetto e dargli una nuova identità.

Da diversi anni, infatti, il luogo versa in condizioni disastrose per l’azione degradante del tempo e gli ultimi cedimenti strutturali (rottura delle capriate lignee, cedimento del tetto e del solaio) rischiano di compromettere la sicurezza delle case limitrofe. Alberto Zanon, architetto che si occupa del progetto dell’ex ghetto, ha spiegato che ”l’acqua entra nelle case limitrofe al ghetto” e che il loco “tra giugno e luglio sarà messo in sicurezza”.

 

Ma oltre alla messa in sicurezza l’ex ghetto avrebbe bisogno di un restauro e a tal proposito sono state avanzate diverse proposte, come quella di adibire lo spazio ad una biblioteca o ad una sala esposizioni, ma niente di tutto questo è servito a far arrivare i fondi necessari.

 

È doveroso segnala che il vecchio ghetto ebraico non è l’unico ad essere stato inserito nel censimento “i luoghi del cuore 2016” di Vittorio Veneto. Particolare attenzione viene data al brolo del monastero di San Giacomo di Veglia, area verde cistercense di clausura femminile salvato dalla cementificazione proprio grazie all’opera del censimento FAI nel 2006, all’area archeologica di Ceneda, al parco Papadopoli e alla chiesa di San Rocco.

 

Il progetto voluto dal FAI si propone di salvare luoghi storici e mettere di fronte ai cittadini le loro responsabilità verso i luoghi che abitano e vivono. E che sono pezzi storia.

Barbara Piccin

 



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