03 aprile 2020

Nord-Est

Immigrazione: Zaia, il Veneto sta per esplodere. Non c'è più posto

Migliore: " i richiedenti asilo sono le prime vittime di un sistema inaugurato da Maroni"

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Immigrazione: Zaia, il Veneto sta per esplodere. Non c'è più posto

VENEZIA - "Smettiamola con l' illusione di poter sopportare e gestire un esodo biblico".

A dirlo è il neo rieletto governatore del Veneto Luca Zaia, che intervistato dal Corriere della Sera torna sui flussi di migranti e avverte: "il Veneto è una bomba che sta per scoppiare". Se si deve trovare un tetto ai migranti? "Fino a quando è possibile farlo. In Veneto abbiamo 514mila immigrati regolari, pari a quasi l' undici per cento della popolazione. Di questi, 42mila non hanno un lavoro. Insieme a Emilia Romagna e Lombardia siamo i più accoglienti. Basta".

Zaia torna sul sistema delle quote: il nostro sì al piano di ripartizione? "Questo lo dice Alfano, sapendo di mentire. Già durante l' emergenza della primavera del 2011 fui l' unico che si rifiutò. E non ho cambiato idea. Infatti in Veneto la gestione venne affidata ai prefetti. Lo scorso 14 luglio alla conferenza delle Regioni abbiamo anche messo nero su bianco il nostro dissenso". "Eravamo uno contro tutti. Per non bloccare l' intero provvedimento - spiega Zaia -, obtorto collo abbiamo fatto un patto tra gentiluomini. Ma vedo che il governo e Alfano continuano nella loro azione violenta nei nostri confronti". E sottolinea: "l' ospitalità diffusa - dice il governatore - non è altro che un invito alla dispersione sul territorio. Lo sanno tutti, i migranti per primi. Solo gli ipocriti possono pensare che tendopoli improvvisate o caserme dismesse da trent' anni e inabitabili per ogni essere umano, possano essere una soluzione idonea". Le alternative? "Centri di prima accoglienza gestiti in loco dalla comunità internazionale, la stessa che in Libia ha combinato quel casino. Tocca all' Europa mettere d' accordo le varie fazioni".

A Luca Zaia e agli altri governatori che non sono disposti ad accogliere altri profughi e disperati risponde Gennaro Migliore, presidente della Commissione d'inchiesta sul sistema di accoglienza, identificazione e trattenimento dei migranti. "Le regioni debbono occuparsi delle materie che competono loro, visti i disastri e gli sprechi amministrativi che spesso le contraddistinguono". "La politica dell'accoglienza - continua Migliore - è nazionale e deve essere gestita con la piena lealtà e collaborazione degli enti locali.

Maroni, Toti e Zaia non possono 'respingere' in Italia quei richiedenti asilo che, come è sempre più evidente sono le prime vittime di un sistema inaugurato da Maroni, quando era ministro dell'Interno durante l'emergenza Nord Africa del 2011, con l'apertura dei grandi centri, a partire dal Cara di Mineo, da Alemanno quando era sindaco di Roma, con tutta la rete trasversale di complicità che ha ingrassato il sistema marcio e delinquenziale di Mafia Capitale".

"Il governo italiano è impegnato in una straordinaria azione internazionale per affrontare il tema del contrasto ai trafficanti di uomini, nel rispetto della salvezza e dei diritti umani dei migranti profughi. È indecente che, proprio nel mezzo di una importantissima inchiesta per accertare i profili illeciti del "Businness migranti", ci sia chi - conclude Migliore - da importanti postazioni istituzionali soffia sul fuoco della xenofobia".

 

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