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05 dicembre 2021

Treviso

Arrestato il direttore dei lavori della Pedemontana Veneta

interventi di Andrea Zanoni e Jacopo Berti, in corsa per le regionali

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Arrestato il direttore dei lavori della Pedemontana Veneta

TREVISO - Nella rete dell’inchiesta della magistratura fiorentina per le tangenti degli appalti di TAV ed EXPO (4 arrestati e 51 indagati in totale) è caduto, oltre ad Ercole Incalza, funzionario del Ministero delle infrastrutture dal 2001, anche l’Ing. Stefano Perotti, che risulta essere il direttore dei lavori dei cantieri della Superstrada Pedemontana Veneta (SPV).

Tra le figure chiave per la realizzazione di questa grande opera aumenta quindi il numero di coloro che per un motivo o per l’altro sono caduti nella rete della giustizia italiana, come ci conferma Andrea Zanoni, che continua:

"Prima è capitato al responsabile unico del procedimento della Superstrada Pedemontana Veneta, Giuseppe Fasiol, arrestato e poi rilasciato nell’ambito dello scandalo del Mose, poi all’amministratore delegato di Veneto Strade e Commissario straordinario della SPV, Silvano Vernizzi, indagato per il reato di turbativa d’asta con altri cinque dirigenti della Regione Veneto, in relazione all’affidamento alla società Adria Infrastrutture dell’incarico per la realizzazione della Via del Mare in project financing (una superstrada a pedaggio tra Meolo e Jesolo) ed ora capita addirittura al direttore dei lavori, Stefano Perotti".

Come ricordano i magistrati fiorentini, Perotti in veste di direttore dei lavori si garantiva un guadagno imponente che andava dall’1 al 3 % dell’opera diretta.

Andrea Zanoni, che da Eurodeputato è intervenuto più volte sulle troppe ombre della Pedemontana, ma anche su quelle del Mose, ha concluso:

“Dopo l’arresto del direttore lavori della pedemontana mi auguro che il magistrato Raffaele Cantone alla guida dell’autorità nazionale per l’anticorruzione acceleri le indagini annunciate lo scorso gennaio facendo presto luce sui troppi lati oscuri di questa grande opera.

Fortunatamente sta indagando anche la Corte dei Conti che appena lo scorso 19 febbraio ha chiesto sulla pedemontana una serie quasi interminabile di chiarimenti in un documento di addirittura ventiquattro pagine.

La Pedemontana veneta sta costando ai contribuenti un occhio della testa e dopo questo ennesimo episodio che vede l’arresto di una figura chiave è doveroso fare immediatamente luce sulle varie responsabilità in essere e sull’utilizzo dei soldi pubblici rivedendo tutti gli incarichi di quest’opera”.

Anche Jacopo Berti ha ricordato che lo scandalo nazionale per corruzione e appalti per le grandi opere tocca ancora una volta il Veneto, in modo particolare la Tav veneta (lotto Brescia-Verona) e l'autostrada Civitavecchia-Orte-Mestre.

Le indagini hanno portato all'arresto di Ettore Incalza, il dominus del “sistema” corruttivo che si disse preoccupato per l'arresto dell'imprenditore Alessandro Mazzi nel caso Mose.

“Il pacchetto anticorruzione fermo da due anni in Senato è stato scritto dal nostro senatore Enrico Cappelletti. Un pacchetto anticorruzione regionale, basato su quel testo, sarà la nostra prima proposta in Regione - annuncia il candidato presidente del Veneto per il Movimento 5 Stelle, Jacopo Berti – diciamo basta ai corrotti, basta ai personaggi citati in indagini di 'ndrangheta (Aemilia) come Flavio Tosi, basta a Zaia che governa con i corrotti, no al PD della Moretti che salva il vitalizio ai condannati”.

"Fermare la corruzione è un'emergenza: uccide le imprese e le famiglie, e ruba i nostri soldi. A Roma stiamo chiedendo le dimissioni del ministro Lupi.

Qui in Veneto abbiamo ancora condannatati per il Mose che continuano a ricevere soldi pubblici, i nostri soldi, come Giancarlo Galan (FI) e Marchese (PD) – conclude il candidato alla presidenza - in centinaia abbiamo chiesto le dimissioni di Galan durante la notte dell'onestà in Veneto. Oggi le pretendiamo!

La pazienza è finita! Questi criminali hanno trasformato il Veneto da una terra di lavoratori in una terra di ladri. Non glielo perdoneremo mai!

Gli onesti a governare, ladri e corrotti in galera”.

 


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