05 dicembre 2020

Treviso

GENTILINI NON SI PRESENTA IN TRIBUNALE

Il suo avvvocato gli ha consigliato di inviare una memoria difensiva scritta

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GENTILINI NON SI PRESENTA IN TRIBUNALE

Treviso - Gli avvocati gli hanno consigliato di non parlare, anche se lo sceriffo diceva di non aver paura di nessuno. Ieri Gentilini sarebbe dovuto comparire davanti procuratore di Venezia, Vittorio Borraccetti, per rispondere alla violazione della legge 654/75, modificata nel ’93 e nel 2006, «per aver, il 14 settembre a Venezia, nel discorso alla Festa del popolo padano, istigato a commettere atti di discriminazione per motivi razziali, etnici e religiosi verso persone di nazionalità ed etnie non italiane».

Al posto del vicesindaco è giunta una missiva da parte dell’avvocato Antonio Munari, preceduta da una telefonata con la quale informava il magistrato che l’indagato si sarebbe avvalso della facoltà di non rispondere, facendo seguire una memoria difensiva. Il procuratore attende la nota per poi decidere sul rinvio a giudizio. L’ordine di comparizione riporta le frasi contestate a Gentilini: «Voglio la rivoluzione contro gli extracomunitari clandestini, voglio la pulizia delle strade di tutte queste etnie che distruggono il nostro paese, voglio la rivoluzione nei confronti dei nomadi, degli zingari».

E, ancora: «Voglio la rivoluzione contro coloro che vogliono aprire le moschee e i centri islamici.... basta, basta islamici, che tornino ai loro paesi. Voglio la rivoluzione nei confronti di coloro che vogliono dare i sussidi agli anziani degli extracomunitari: i danari non li voglio più dare agli anziani degli extracomunitari...Voglio la rivoluzione per quelle aperture di phone center e di quei negozi di cose straniere... perché gli avventori si mettono a mangiare e bere in piena notte, pisciano sui muri, che vadano a pisciare nelle loro moschee».

Dulcis in fundo: «Voglio la rivoluzione nei confronti di coloro che rollerano i veli e il burqa...Poi rivoluzione nei confronti di quelli che vorrebbero dare il voto agli extracomunitario...Non voglio vedere consiglieri neri, gialli, marrone, grigi. Cosa insegnano ai nostri giovani? La civiltà del deserto, di chi scappa davanti ai leoni o a quelli che corrono dietro alle gazzelle per mangiarle...Non voglio più vedere queste etnie che girano in strada giorno e notte».

 


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