09 maggio 2021

Treviso

"Niente risorse per pagare l’orario aggiuntivo svolto dai dipendenti sanitari in questi mesi"

Il sindacato Fp Cgil Treviso sul piede di guerra, Casarin: "Inaccettabile la controproposta dell’Ulss di attingere dai Fondi contrattuali"

| Isabella Loschi |

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Marta Casarin

TREVISO - “Non si sono risorse necessarie per pagare i dipendenti dell’Ulss2 impiegati in questi mesi nei punti vaccinali, nei punti tampone e nelle terapie intensive”.

La brutta notizia per i lavoratori arriva dal sindacato Funzione Pubblica Cgil di Treviso dopo la comunicazione da parte dell’Ulss2 Marca Trevigiana “Una promessa, quella della maggiorazione retributiva, fatta in tempi non sospetti e che ora viene meno – afferma Marta Casarin, segretaria generale della Funzione Pubblica Cgil di Treviso –, ci troviamo così ad aver erogato prestazioni da novembre a febbraio per circa 1,5 milioni di euro, senza poi pagare chi queste prestazioni nel concreto le ha svolte”.

Il maggior impegno dei dipendenti dell’azienda sanitaria, che per far fronte alla pandemia hanno lavorato per molti mesi per molte ore. in più ha dato modo all’Ulss2 di poter organizzare e gestire i punti tampone e i punti vaccinali, nonché a reggere l’urto delle varie ondate nelle terapie intensive dei nosocomi del territorio.

“Solo oggi la comunicazione che le risorse necessarie a coprire economicamente il lavoro fatto dai dipendenti per un monte ore pari a 34mila non ci sono e non ci saranno. Una vergogna – sbotta Marta Casarin –, visto poi che, invece, alla parte di dirigenza medica è stato riconosciuto per intero il trattamento economico legato all’orario aggiuntivo”.

“L’inaccettabile controproposta dell’Ulss è quella di attingere dai Fondi contrattuali destinati a tutto il personale – spiega la Casarin –. Una mossa ingiusta per chi ha dedicato maggiore impegno e disponibilità in questo periodo, si pensi solo che registriamo una media oraria aggiuntiva per dipendente che va dalle 70 fino ad addirittura le 150 ore, ma anche nei confronti dell’intero organico che si vedrebbe così depauperato di una parte salariale della quale ha pieno diritto. Il direttore generale dell’Ulss2 interpelli subito la Regione del Veneto per trovare le risorse necessarie”, chiude Casarin.

 


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Isabella Loschi

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