26 febbraio 2021

Castelfranco

Niente dati sui malati di Covid a Castelfranco perché è “un comune con poca popolazione”

Commissione infuocata ieri sulla mancata divulgazione dei dati Covid a Castelfranco

| Leonardo Sernagiotto |

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| Leonardo Sernagiotto |

Municipio di Castelfranco Veneto

CASTELFRANCO - La diatriba sull’opportunità di divulgare i dati pandemici di Covid-19 a Castelfranco sta assumendo i tratti di una vera e propria vicenda kafkiana, come emerso anche ieri pomeriggio durante la Commissione consiliare III su temi sociali e sanitari. Da alcune settimane le opposizioni comunali stanno pressando il sindaco affinché siano resi pubblici i dati aggregati sulla situazione dell’epidemia Covid nella città del Giorgione, comunicando dunque i numeri delle persone positive, di quelle in isolamento, dei ricoveri in ospedale e di chi purtroppo non ce l’ha fatta ed è deceduto a causa della malattia. Nessun nome, dunque, solamente cifre.

Se il sindaco Stefano Marcon ha più volte evidenziato che non è sua intenzione divulgare questi dati, ieri è stato il turno dell’assessore alla sanità Roberto Marconato ad aggiornare i consiglieri sullo ‘status questionis’, dopo che nei giorni scorsi il primo cittadino aveva formalmente scritto all’Ulss 2, chiedendo di precisare se i dati che quotidianamente l’azienda sanitaria invia al sindaco possano essere rielaborati in forma aggregata e comunicati alla cittadinanza.

La risposta dell’Ulss 2, per mano del direttore generale Francesco Benazzi, è giunta mercoledì 2 dicembre, con responso quanto meno sibillino: come dichiarato dal segretario comunale, l’azienda non si è espressa sulla sostanza della richiesta, ma ha ribadito l’inopportunità di rendere pubblici tali dati, motivando tale scelta in quanto nei «comuni con poca popolazione, l’individuazione dei soggetti positivi poterebbe anche ad un facile riconoscimento degli stessi». Può Castelfranco, il terzo comune della Marca per popolazione, con oltre 33mila abitanti, essere considerato un «comune con poca popolazione»? Se lo sono chiesti i consiglieri di opposizione, che hanno dato inizio ad un acceso dibattito in commissione, contestando l’atteggiamento del sindaco e la risposta data da Benazzi.

Particolarmente duro è stato Sebastiano Sartoretto: «Con la risposta di Benazzi è evidente che siamo al ridicolo: non vogliamo essere presi in giro! Voi state sostenendo delle posizioni insostenibili». L’ha appoggiato anche il compagno di partito Claudio Beltramello: «La decisione monodirezionale del sindaco nel nascondere i dati è stata presa per il male dei cittadini. Noi chiediamo solamente che i cittadini di Castelfranco prendano maggiore coscienza che il problema li riguarda molto da vicino. È una questione di emotività: se so che il problema c’è anche dove vivo io, cerco di stare più attento». Più pacata nei toni ma sulla stessa lunghezza d’onda anche Maria Gomierato, che invita il sindaco a un ripensamento sulla sua scelta: «Conoscere i dati della pandemia a Castelfranco potrebbe essere un motivo in più per responsabilizzare i cittadini, chiedendo alle persone maggiore prudenza e rispetto delle regole».

L’assessore Marconato tuttavia difende le scelte del primo cittadino, ricordando come i dati pandemici sono raccolti dall’Ulss (unico organismo autorizzato), a cui spetta la titolarità dei dati: «Anche se altri sindaci hanno comunicato i dati del loro comune sui social, voglio ricordare che i post su Facebook non sono comunicazioni ufficiali. È necessario dare un’ufficialità nel comunicare i dati, altrimenti rischiamo la confusione. Abbiamo una responsabilità politica verso la cittadinanza».

A sostenere l’assessore anche il consigliere leghista Luciano Dussin, che ha lodato l’atteggiamento del sindaco, che denoterebbe «serietà comportamentale, attendendosi a quello che è stato deciso nella Conferenza dei sindaci». Mentre la politica rischia di perdersi tra sofismi giuridici, la gente continua ad ammalarsi e gli ospedali, come quello di Montebelluna, sono ormai in affanno. Sulla divulgazione dei dati, tuttavia, come affermato da Sartoretto, «la cosa non finisce qui».

 


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