12 luglio 2020

Treviso

Nelle 15 case di riposo controllate il 40% degli ospiti positivo al Covid-19

I dati però cambieranno a controlli ultimati: per ora tamponi e test fatti sul 30% delle strutture per anziani

| Ingrid Feltrin Jefwa |

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| Ingrid Feltrin Jefwa |

Ulss 2

TREVISO – "In totale ad ora nella Marca sono stati fatti 16mila tamponi": lo afferma oggi il direttore generale dell'Ulss 2 Francesco Benazzi in conferenza stampa, facendo il punto in particolare sulle case di riposo. La situazione da qualche margine di ottimismo perché i contagi sono in diminuzioni ma non si deve abbassare la guardia: “Non dobbiamo illuderci serve ancora un alto grado di sorveglianza – ha affermato Benazzi -. Ad oggi i casi maggiori si sono verificati nelle case di riposo”.

L’Ulss 2 ha attivato una Task-Force per controllare tutte le strutture per anziani ed al contempo sostenere con un team di esperti le case di riposo nella cura degli ospiti risultati positivi. Ma ecco tutte le cifre divulgate oggi: ad oggi sono state controllate 15 case di riposo in provincia di Treviso vale e adire il 30% delle strutture totali, privilegiando quelle che hanno contattato l’Ulss temendo un focolaio; controllate anche 2 residenze per persone autosufficienti e una struttura dedicata al disagio sociale per un totale di 18 istituti monitorati.

Durante i controlli è emerso che il 7/8 % degli operatori delle case di riposo è risultato positivo al Covid-19 mentre la percentuale degli ospiti è pari al 40 %. Benazzi ha precisato che le cifre sono destinate a cambiare quando tutte le case di riposo saranno state controllate, dato che si è da prima intervenuti dove il timore di un contagio era più elevato. “A chi dice che siamo intervenuti tardi con i tamponi dico che i protocolli innanzitutto impongono l’isolamento e successivamente lo screening. La Regione non ha colpe: in Italia i tamponi sono contingentati”.

Al fine di ovviare al problema dato dai tamponi fermati alle frontiere si è optato per dei kit di test rapidi, scegliendo quelli risultati più efficaci dopo che gli stessi medici li avevano testati, facendo da cavie. Quanto alle mascherine Benazzi ha detto che la Regione ne ha ordinate quasi 5 milioni ma ne sono arrivate solo due milioni. L’Ulss 2 inoltre, ha acquistato 58 termo scanner per le case di riposo che arriveranno il 10 aprile mentre il denaro che arriva da tanti generosi donatori sarà destinato all’acquisto di tablet per permettere agli anziani di tenersi in contatto con le famiglie, in questo periodo di isolamento forzato.

In conferenza il dottor Da Re ha precisato che le residenze per anziani già controllate sono a: Crocetta, Casale, Vittorio Veneto, Castelfranco, Monastier, Zero Branco, Conegliano, Valdobbiadene, Volpago, Mogliano, San Pietro di Feletto, Ormelle, San Vendemmiano, Treviso, Vedelago a cui si aggiungono 2 strutture per autosufficienti a Villorba e Villa Maria a Treviso nonché una struttura a Spresiano per utenti con disagio sociale.

Relativamente al Cesana di Vittorio Veneto il dottor Da Re ha precisato che gli ospiti risultati positivi sono stati trasferiti in un nucleo apposito mentre gli operatori sono in isolamento presso il proprio domicilio con sorveglianza attiva e sono stati fatti tamponi anche ai loro famigliari. Analogamente al Fenzi di Conegliano lo schema d’intervento è similare e segue l linee di condotta della circolare regionale. Benazzi ha poi concluso spiegando che sono stati fatti test a 550 medici di famiglia e che solo l’1,5 % è risultato positivo.

 


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