21 ottobre 2021

Treviso

Nella Marca oltre 1.500 morti in due anni a causa del tabagismo

Sono 130mila i fumatori nella Marca. Preoccupa l'aumento dell'ultimo anno

| Isabella Loschi |

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| Isabella Loschi |

fumatori

TREVISO - Sono oltre 130mila i fumatori trevigiani tra 18 e 69 anni. Un numero che con la pandemia, in controtendenza con gli ultimi anni, è in crescita, soprattutto nei giovani: il 34% dei ragazzi tra i 18 e i 24 anni fuma.

Secondo i dati PASSI (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia 2017-2020), l’abitudine al fumo è più diffusa tra gli uomini (29%) rispetto alle donne (18%), e tra chi lamenta molte difficoltà economiche 31% contro il 21% di chi sta bene economicamente. Si fuma in casa nel 6% delle abitazioni e, ancora, il 3% fuma o permette di fumare nelle case in cui vive un bambino.

Nonostante gli effetti negativi del fumo sulla salute aumentino al crescere dell’età circa 21.000 trevigiani ultra 64enni fuma ancora, circa 1 malato cronico su 5 fuma e nei fumatori la percentuale di chi beve alcol in modo rischioso per la salute è il doppio di quella dei non fumatori (47% contro 24%).

Questa situazione fa sì che a Treviso il numero di morti premature dovute al fumo continui ad essere alto: dal 2017 al 2019 sono morte circa 1.500 persone tra i 30 e gli 80 anni solo per le principali malattie nelle quali il fumo di tabacco ha un ruolo causale importante, ovvero il tumore del polmone, malattie cerebrovascolari e malattie cardiovascolari. Si stima che siano attribuibili al fumo di tabacco oltre 93 mila morti l’anno nel nostro Paese; più del 25% di questi decessi è compreso tra i 35 ed i 65 anni di età.

Il prossimo 31 maggio si celebra la Giornata mondiale senza tabacco organizzata dall’Oms e proprio per sensibilizzare la popolazione quest’anno ha scelto come tema “Commit to Quit”, ovvero impegnarsi a smettere. A sostegno dell’iniziativa anche l’Ulss 2.

“Se il focus dell’edizione dell’anno scorso erano i più giovani, in quanto fascia di popolazione sensibile e suscettibile alla manipolazione da parte dell’industria del settore - spiega il direttore generale, Francesco Benazzi - quest’anno il tema della giornata è legato all’aumento del numero di fumatori, in parte dovuto a condizioni psicologiche destabilizzanti correlate alla pandemia, e alla determinazione di quanti intendono intraprendere un percorso di uscita dal tabagismo. Si tratta di un percorso particolarmente importante, considerato anche il fatto che i primi studi disponibili mostrano un rischio di malattia Covid-19 più severa tra i fumatori. Smettere è possibile, ed è di fondamentale importanza per la salvaguardia della salute di ciascuno, compresi i bambini, che sono ancora troppo spesso esposti al fumo sin dai primi mesi di vita”.

 


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