08 marzo 2021

Treviso

Nella Marca ogni anno 175 casi di violenza sulle donne

Per dire "basta" oggi alle 17 flash mob in piazza dei Signori

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Nella Marca ogni anno 175 casi di violenza sulle donne

TREVISO - Sono 1.231 le donne che dal 2009 a tutto il 2015 hanno subito episodi di violenza in provincia di Treviso. Il dato, fonte Telefono Rosa, fotografa il perdurare di fenomeni di sopruso, per la maggior parte dei casi, ben il 61%, perpetrati da mariti o conviventi.

Proprio contro questa emergenza, oggi pomeriggio alle 17, in piazza dei Signori a Treviso, si svolgerà un Flash Mob dal titolo “No al femminicidio”, per capire e mobilitarsi per cambiare il modo di pensare, perché gli atti di violenza sulle donne non avvengano più. L’iniziativa è promossa da Cgil Treviso e Coordinamento Donne Spi Cgil, Cisl e Cisl Pensionati Belluno/Treviso, Centro Anti-violenza Telefono Rosa Treviso e Coordinamento Lgbte Treviso, e patrocinata dalla Consigliera di Parità provinciale, dal Comune di Treviso e dalla Commissione per le Pari Opportunità del capoluogo.

Dal 2009, la statistica di Telefono Rosa registra una media di 175 casi di violenza l’anno, 164 nel 2015, di cui 38 nel solo capoluogo della Marca. Otto volte su dieci le violenze subite - e spesso combinate tra loro, poiché il 50% segnala abusi fisici, il 77% psicologici, il 33% economici e il 10% sessuali - colpiscono donne di nazionalità italiana. Di quelli registrati lo scorso anno, 20 casi hanno coinvolto donne tra i 15 e i 29 anni, 32 tra i 30 e i 39 anni, 45 tra i 40 e i 49 anni, 38 tra i 50 e i 60 anni, 18 tra i 60 e i 70 anni, 8 le ultrasettantenni.

Dato sconcertante, anche se purtroppo ben conosciuto, per il 75% di queste donne la violenza si consuma per mano e volontà del proprio compagno, sia esso ancora convivente-coniuge (61%) o già ex (14%). E tra le mura domestiche diventano carnefici anche il padre (2%) e i figli maschi (4%). Guardando ancora più in profondità, poi, 7 donne su 10 sono lavoratrici o pensionate e per il 53% dei casi la vittima di violenza ha un livello di istruzione medio superiore e per il 20% universitario.

“Chi colpisce una donna, colpisce tutte e tutti noi” affermano sindacati e associazioni aderenti “il flash mob di oggi ha l’obiettivo di fa riflettere le trevigiane e i trevigiani e abbattere il muro dell’omertà e affrontare questo drammatico fenomeno basato sulla discriminazione di genere e sulla brutale resistenza all’autodeterminazione della donna, partendo da un reale cambiamento di pensiero”. A termine dell’evento una delegazione incontrerà la Prefetto di Treviso per sensibilizzarla a favorire politiche antiviolenza e reperire maggiori risorse economiche destinate a promuovere e sostenere azioni concrete per il supporto delle donne vittime di violenza.

 



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