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02 luglio 2022

Montebelluna

NELLA LETTERA CON LOGO ANARCHICO UN PROIETTILE PER L’ASSESSORE

Era indirizzata a Marco Tappari. Probabilmente non si tratta di una vera cellula anarchica

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NELLA LETTERA CON LOGO ANARCHICO UN PROIETTILE PER L’ASSESSORE

MONTEBELLUNA - La lettera minatoria arrivata ieri mattina, indirizzata all’assessore alle Politiche del Lavoro di Montebelluna Marco Tappari (in foto), conteneva un foglio di rivendicazione ed un bossolo. Appena aperta dall’addetta al protocollo, la busta è stata consegnata al segretario generale Ivano Cescon. Il sindaco Marzio Favero ha immediatamente ordinato che venisse inserita in una busta di plastica affinché non venisse compromessa la possibile lettura di tracce biologiche da parte della scientifica, ed ha provveduto a denunciare l’accaduto al comandante della locale Compagnia dei Carabinieri, Nicola Fasciano.

Il capitano Fasciano ha recuperato la lettera ed iniziato subito la procedura d’indagine. In ordine al contenuto della busta, il proiettile è da carabina di caccia, quindi non di arma da guerra. Quanto alla lettera essa riporta copia del logo della Federazione Anarchica Informale apparsa nel caso Ansaldo a Genova. Chi l’ha inviata si dichiara o millanta di far parte di tale rete terroristica, autoproclamandosi quale sezione “Montebelluna libera“.

Il testo contiene un messaggio surreale. Infatti, citato Marx, l’autore o gli autori del gesto rimproverano a Marco Tappari, con l’attività svolta a favore di chi ha problemi di lavoro, di contribuire a voler rallentare la caduta della società capitalista e l’avvento della rivoluzione comunista globale. Dopo le prime indagini, i Carabinieri e la Questura, coordinati dal Prefetto Aldo Adinolfi, ritengono di poter convenire sul fatto che non si tratti di una vera e propria cellula anarchica, bensì di un inutile, quanto spiacevole, atto di provocazione di un singolo o di in gruppo marginale.

Il sindaco Marzio Favero a nome dell’intera Amministrazione Comunale e della Città esprime solidarietà all’Assessore Marco Tappari. “Marco – dichiara - è un ragazzo pieno di entusiasmo che sta mettendo il cuore nella sua attività di assessore per affrontare piccoli e grandi problemi della Città. Ci è rimasto ovviamente malissimo di un gesto che è di assoluta inciviltà. Ognuno ha il diritto ad avere le sue opinioni, anche le più radicali, ma in democrazia non è permessa nessuna forma di intimidazione e violenza fisica o psicologica. Esorto Marco a superare l’amarezza ed a pensare che il suo impegno amministrativo è più importante della pochezza di chi non ha il coraggio di mostrare la propria faccia, e che la vera Montebelluna libera è rappresentata da chi, in maggioranza o in minoranza, siede in Consiglio Comunale perché ha chiesto il proprio consenso ai cittadini. Condanno infine questo gesto che umilia l’immagine democratica che Montebelluna è sempre riuscita a dare con orgoglio, anche nei momenti di dialettica più accesa tra le forze politiche”.

 


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