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04 luglio 2022

Treviso

Nel 2021 ben 160 gli assembramenti in tutta la provincia

Resi noti nel pomeriggio i dati dell'attività della Questura trevigiana nel corso dell'anno

| Gianandrea Rorato |

| Gianandrea Rorato |

Nel 2021 ben 160 gli assembramenti in tutta la provincia

TREVISO - Fin dal maggio 2020 sono in corso, quasi ininterrottamente, servizi anti-assembramento, soprattutto nei fine settimana (oltre 160 nel 2021), volti a garantire il rispetto delle misure di distanziamento e dell’uso dei dispositivi di protezione individuale; a ciò si sono aggiunti i molteplici servizi di ordine pubblico che la Questura ha dovuto predisporre per le ripetute manifestazioni della perdurante mobilitazione contro le politiche adottate dal Governo per la gestione dell’emergenza epidemiologica in atto.

Alla fine dello scorso anno sono stati avviati anche minuziosi controlli per verificare il possesso della “certificazione verde” da parte degli utenti del trasporto pubblico. Tali attività, poco evidente dal punto di vista mediatico, ha comportato una complessa attività di pianificazione.

Si evidenzia che nel mese di maggio, per la prima volta nel Triveneto e, probabilmente in Italia (fatta eccezione per la Città di Roma) sono stati adottati due provvedimenti di divieto di manifestazioni pubbliche, ai sensi dell’art. 18 T.U.L.P.S., nei confronti di manifestazioni organizzate da gruppi contrari alle misure di contenimento dell’emergenza pandemica, che in precedenza avevano dato corso a proteste non rispettose delle prescrizioni di legge. Anche il capoluogo è stato interessato da alcune manifestazioni di protesta, fino al mese di dicembre; nel mese di ottobre 2021, in particolare, si è svolto un corteo con la presenza di oltre 2.000 persone.

Tutte le manifestazioni si sono svolte sotto il controllo delle Forze di polizia, che hanno consentito che le stesse si svolgessero senza determinare problematiche per l’ordine pubblico.
Di particolare delicatezza un servizio, svolto nei primi giorni dell'anno, per garantire che le esequie di un capo di etnia nomade in Montebelluna, cui ha partecipato un gran numero di persone, avvenisse nel rispetto delle misure di contenimento.

CONTROLLO DEL TERRITORIO
Il controllo del territorio ha continuato a costituire una delle attività principali della Questura di Treviso, supportato dal continuo ed analitico monitoraggio degli eventi criminali su strada, in particolare di tipo predatorio, ed è stato garantito sia con i servizi ordinari dalle Volanti della Questura e del Commissariato di Conegliano nonché con l’esecuzione di ben 116 servizi straordinario e l’ausilio di 350 pattuglie del Reparto Prevenzione Crimine di Padova e di Milano.

L’attività di prevenzione in ambito provinciale, con particolare attenzione ai territori dei comuni di Treviso, Conegliano, Castelfranco Veneto, Montebelluna e Mogliano, ha prodotto il controllo di circa 11.530 veicoli; inoltre con l’ausilio del sistema di lettura targhe “Mercurio” sono stati controllati ulteriori 10.276 veicoli in tutta la provincia. Le persone identificate nel complesso risultano 32.000.
Nel 2021 sono state condotte mirate e rilevanti operazioni di controllo straordinario del territorio.

A seguito di minacce subite dal titolare di un negozio di Via Roma e delle successive indagini, è stata pianificata una capillare attività di monitoraggio della zona circostante alla stazione ferroviaria, in seguito alla quale sono stati emessi n. 13 provvedimenti di allontanamento dal capoluogo, per un periodo di tre anni, a carico di altrettanti soggetti, perlopiù extracomunitari, con precedenti di polizia e con un profilo di pericolosità sociale e 2 Avvisi orali sempre nei confronti di cittadini stranieri residenti a Treviso, con precedenti penali. I risultati operativi ottenuti sono il frutto di reiterate operazioni di prevenzione e contrasto alla criminalità che, dal mese di agosto hanno visto impiegati numerosi equipaggi dell’UPGP e SP della Questura di Treviso e del Reparto Prevenzione Crimine di Padova, che nel complesso hanno consentito di identificare un numero rilevante di persone, buona parte delle quali con precedenti di polizia, e di controllare svariati esercizi commerciali.

A causa dell’intensificarsi dei reati predatori nella zona a confine con la provincia di Venezia verso la fine dello scorso anno, in sinergia con le altre Forze di polizia, è stata condotta una rilevante operazione di controllo straordinario del territorio in quell’area, che per diverse settimane ha visto impegnati, oltre al personale della Questura di Treviso, anche unità specializzate del Reparto prevenzione crimine di Milano e di quello di Padova.

ATTIVITA’ DELL’UFFICIO IMMIGRAZIONE
L’attività dell’Ufficio Immigrazione si è concretizzata con l’emissione di 16.412 permessi di soggiorno e 122 espulsioni eseguite a vario titolo, nei confronti di cittadini extracomunitari.

ATTIVITA’ DI POLIZIA GIUDIZIARIA E RELATIVA ALLE MISURE DI PREVENZIONE
Nell’anno decorso sono state tratte in arresto o sottoposte a fermo di P.G. n. 85 persone, n. 858 sono state denunciate all’Autorità Giudiziaria, n. 184 sono state segnalate all’Autorità amministrativa per detenzione di sostanze stupefacenti; inoltre sono state sequestrate n. 24 armi nel corso del controllo del territorio o di attività investigative.
Con particolare riferimento a delitti commessi con l’uso di armi da fuoco, si rammenta l’omicidio, agli inizi del mese di febbraio in Treviso, di un uomo di etnia nomade, appunto attinto da alcuni colpi di pistola, trasportato presso il locale nosocomio in gravi condizioni per poi decedere qualche settimana dopo in seguito alle ferite riportate.


Ancora, nella serata del 2 maggio 2021, un soggetto ha esploso due colpi di arma da fuoco all'ingresso di un condominio del capoluogo in direzione di una coppia dominicana. Attraverso una complessa attività d'indagine, anche di natura tecnico-scientifica, la Squadra Mobile ha identificato il responsabile, un cittadino dominicano di 27 anni, il quale nel frattempo si era dato alla fuga, venendo poi rintracciato ed arrestato per tentato omicidio a Prato. Sempre in materia di armi da fuoco, la Squadra Mobile di Treviso ha denunciato un uomo autore dell'esplosione di colpi di arma da fuoco dal tetto di un'abitazione sita nel tranquillo quartiere di Borgo Cavour, fatto che aveva destato preoccupazione nei residenti di quel quartiere. Il gesto incomprensibile dell'uomo, che ha impegnato non poco gli investigatori, lo vedono attualmente denunciato per esplosioni pericolose e danneggiamento.

Particolare scalpore ha destato una violenta rissa tra cittadini extracomunitari di etnia Kosovara e Macedone in data 2 maggio in Piazza Cima a Conegliano nel corso della quale tre di questi ultimi hanno riportato lesioni fino a 20 giorni di prognosi. L’attività investigativa hanno permesso di identificare 10 soggetti partecipanti, sottoposti a perquisizione e alla misura del c.d. “D.A.S.P.O. Willy”.

È proseguita l'attività sul fronte dei reati contro il patrimonio. Con l'intensificazione dei servizi, anche in abiti civili, pianificati dalla Questura è stata ad esempio individuata la responsabile di furti in abitazione avvenuti nel periodo estivo nel quartiere di S. Lazzaro: una ragazza croata di 20 anni, la quale, nonostante la giovane età, aveva commesso una serie di furti in tutto il Triveneto, che è stata poi rintracciata e sottoposta a misura cautelare nella città di Milano.
La Squadra Mobile ha deferito all’A.G. due sorelle rom di Treviso le quali hanno intascato indebitamente circa 45.000 euro di danaro pubblico, attraverso il reddito di cittadinanza, con false attestazioni documentali, scoperte grazie ad una serie complessa di accertamenti. Ha riguardato invece il quartiere San Liberale, altra operazione della Squadra Mobile relativa ai numerosissimi prelievi fraudolenti avvenuti presso lo sportello postale ivi ubicato che, per mero errore, erogava banconote da Euro 50,00 anziché Euro 20,00. La notizia dell'anomalo funzionamento si era diffusa rapidamente e alcuni in malafede, in particolare appartenenti alle famiglie rom di Treviso, ne avevano subito approfittato. A seguito di una complessa attività investigativa la Squadra Mobile ha identificato e denunciato per furto pluriaggravato e continuato tutti i 20 soggetti coinvolti, che in un caso hanno utilizzato anche un minore per il raggiungimento dell'illecito obiettivo.

La Squadra Mobile di Treviso ha avviato anche attività investigative in tema di illeciti connessi all’emergenza Covid 19, denunciando per omissione di atti di ufficio e falso ideologico un'infermiera di Treviso consentendo ad alcuni utenti di non sottoporsi alla vaccinazione contro il COVID-19, facendo risultare formalmente avvenuta la somministrazione. L’attività è ancora in corso.
È proseguita per tutto il 2021 l'attività di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti. Su un piano generale preme evidenziare come, al di là dei singoli episodi e delle attività di iniziativa dell'ufficio competente, sono sempre significative le segnalazioni fatte dai cittadini. Basti ricordare l'arresto in estate avvenuto in zona Restera di un ventiseienne cittadino nigeriano, sorpreso a spacciare cocaina, grazie alle segnalazioni avvenute sul canale telematico "Youpol". Secondo analoghe modalità è avvenuto l'arresto di un altro cittadino nigeriano a Treviso, sorpreso a bordo di una bici mentre spacciava sostanza stupefacente, del tipo cocaina, ad un giovane della provincia. L'arrestato aveva con sé anche la somma contante di circa 1000 Euro.

Ancora, si ricorda l'arresto di un dietologo della provincia di Treviso, il quale all'interno di un locale commerciale da lui locato, aveva "costruito" una vera e propria serra destinata alla produzione di sostanza stupefacente del tipo marjuana, sequestrando nell'occasione più di un chilo e mezzo di tale sostanza.
Nella mattinata del 10 febbraio, personale della Questura di Treviso, in collaborazione con personale del Commissariato di P.S. di Conegliano (TV) e di un’unità cinofila di Padova, nel dare esecuzione nell’ambito territoriale del Comune di Conegliano (TV) ad una misura cautelare nei confronti di un cittadino nigeriano, indagato da quest’ufficio per spaccio di stupefacenti, ha rinvenuto 40 grammi di cocaina, e altro materiale.

A seguito delle minacce subite il 25 agosto 2021 dal titolare di un negozio di Via Roma, da parte di gruppo di ragazzi che gli avevano anche impedito di chiedere soccorso alla Polizia di Stato, la Squadra Mobile di Treviso ha identificato e denunciato 4 stranieri per violenza privata. Attraverso una complessa attività d’indagine la Squadra Mobile è riuscita ad identificare tutto il gruppo di persone coinvolte nella verbale aggressione, deferendoli all’Autorità giudiziaria. Nei loro confronti, poi, il Questore di Treviso, con apposito provvedimento, ha imposto il divieto di frequentare i locali pubblici ubicati nella zona dove si è verificato l’episodio, per un periodo di due anni (c.d. Daspo Willy). Intensa risulta l’attività della Divisione Anticrimine, con l’emissione delle seguenti misure di prevenzione: gli Avvisi Orali risultano 61, i Divieti di Ritorno 143 (con notevole aumento rispetto al 2020), gli ammonimenti in forte aumento risultano 32, 7 le Sorveglianze Speciali richieste alla competente A.G. e ben 36 risultano i provvedimenti DASPO “Norma Willy” adottati.

Da notare quest’ultimo dato, che rivela una rilevante frequenza di gesti di violenza commessi da persone, soprattutto giovani, in prossimità di esercizi pubblici.

ATTIVITA’ DELLA POLIZIA AMMINISTRATIVA
Nel corso dell’anno sono stati rilasciati circa 19.000 passaporti, in linea con i dati del 2020, a dimostrazione di una ripresa dell’attività sociale ed economica non completamente avviata; rilasciati n. 487 porti d’arma, circa il 50% in meno rispetto all’anno precedente, rinnovati 2300 porti d’arma.
Particolarmente intensa l’attività di controllo rispetto agli esercizi pubblici, determinata anche dall’osservazione che, con la quasi completa ripresa della loro attività, questi ultimi sono divenuti non di rado teatro di gesti di violenza, spesso plateali. Ai sensi dell’art. 100 del Testo Unico delle Leggi di P.S. sono stati, quindi, adottati provvedimenti di chiusura nei confronti di n. 4 esercizi pubblici. Vanno aggiunti, a ciò, n.2 provvedimenti di chiusura di esercizi pubblici per violazioni di normativa COVID.
In particolare, è stato effettuato un controllo all’interno di un locale di Treviso ove era in corso un’attività di pubblico intrattenimento con a cui partecipavano circa 120 persone, prevalentemente di etnia sudamericana. Le quasi 120 persone presenti all’interno del locale, alcune delle quali privi di mascherina, risultavano pericolosamente aggregate tra di loro occupando ogni ordine di posto e senza rispettare la distanza interpersonale di 1 metro.

 



Gianandrea Rorato

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