06 aprile 2020

Treviso

Nel 2020 i Comuni della Marca perderanno 27 milioni di euro. Sindaci trevigiani sul piede di guerra

I sindaci in assemblea: "Muoversi compatti e chiedere il sostegno ai cittadini"

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TREVISO – I numeri sono impietosi e non mentono: i comuni della marca nel 2020 perderanno quasi 27 milioni di euro. È il dato emerso dall’assemblea straordinaria promossa ieri dall’Associazione Comuni della Marca Trevigiana con l’obiettivo, appunto, di far chiarezza sulle cifre, di passare in rassegna le iniziative già intraprese negli  ultimi anni per ottenere dallo Stato “giustizia territoriale” e di rilanciare nuove azioni di protesta.

 È vero che il riparto del Fondo di Solidarietà 2020, in virtù dell’arrivo non previsto di poco più di 1 milione di euro (la quota parte che spetta alla provincia di Treviso della restituzione di 100 milioni di euro voluta dal Governo) e anche grazie al ristoro Tasi sugli inquilini, risulta superiore di 326 mila euro rispetto è a quello del 2019. Prima del provvedimento di governativo la Marca Trevigiana avrebbe perduto ulteriori 1,2 milioni di euro rispetto l’anno scorsi. Il nodo è il rapporto tra quanto i Comuni contribuiscono al Fondo di solidarietà e quanto ricevono. Le cifre, elaborate dal Gruppo Finanza locale dell’Associazione Comuni della Marca Trevigiana, non lasciano spazi a interpretazioni o dubbi.

Nel 2020 i Comuni della Marca Trevigiana riceveranno attraverso il Fondo di solidarietà 64,5 milioni di euro. Di cui ben 52,5 milioni di euro sono il ristorno da parte dello Stato dell’Imu sull’abitazione principale, abolita nel 2013, il cui mancato introito diretto ai Comuni è stato sostituito da un trasferimento statale.  “Questo ammontare - i 52,5 milioni di euro - non va considerato come una “risorsa aggiuntiva” che entra nelle casse dei Comuni - spiega l’associazione - se non fosse stata abolita sarebbe entrata come tributo comunale”. “Tolti i 52 milioni troviamo quanto realmente entra nelle casse dei Comuni trevigiani dal Fsc, ovvero 12 milioni di euro (64,5-52,5 milioni).

Dato che l’intera provincia alimenta il Fsc con 38,8 milioni di euro , appare chiaro che il saldo tra dato e ricevuto è negativo per 26,8 milioni di euro”. A questo dato andrebbero aggiunti i 71,5 milioni di euro di Imu sui fabbricati della categoria D (i capannoni) che le imprese della Marca versano ogni anno direttamente allo Stato (anche se l’Imu sarebbe un’imposta comunale!).  Sommando i due importi negativi, alla Marca nel 2020 vengono a mancare 98,5 milioni di euro.

Da qui la rabbia dei primi cittadini, rappresentati dall’Associazione Comuni della Marca Trevigiana, che in questi anni hannp intrapreso una battaglia sul fronte giudiziario avviando una serie di azioni legali.

Tanti i sindaci presenti all’assemblea, tra loro Mario Conte, sindaco di Treviso e presidente Anci Veneto: “L’Anci Veneto ha fatto una grande battaglia per arrivare al pareggio, quest’anno, con il FSC - ha sottolineato - Una volta tamponata questa emorragia, va costruita una riforma della finanza locale. La finanza locale deve rimanere nei nostri territori, è questa una partita che da sempre giochiamo e dobbiamo continuare a giocare. Anche da assemblee come queste deve partire una riflessione sempre più profonda. Con i 100 milioni che lo Stato restituisce ai Comuni abbiamo solo tamponato, dato che quei soldi erano già dei Comuni. La parola autonomia metterebbe la parola fine a tutti questi problemi”.

 “Dobbiamo guardare in faccia alla realtà - ha detto Marzio Favero, sindaco di Montebelluna - non possiamo essere felici se abbiamo ottenuto la riduzione del danno. Siamo ormai in una spirale depressiva che ci porta ad essere contenti se veniamo bastonati di meno. Il saldo negativo del Comune di Montebelluna è di circa 8 milioni di euro.  Ci sono tre piani di lavoro su cui muoverci: primo, il tavolo istituzionale, che da dieci anni però non ci ha portato nulla. Secondo, i ricorsi legali, il primo è andato in porto, lo Stato sta ritardando nel pagamento ma dovrà farlo; io dico di rafforzare questa linea: facciamo un bel ricorso alla Corte dei Conti contro il Ministero che non ci sta pagando e in questo momento è inadempiente rispetto a una sentenza della magistratura. Terzo, ci manca una dottrina politica, non partitica, in ordine alla difesa delle autonomie locali”.

  “Anche se la batosta relativa del Fsc è inferiore non ci fa piacere averla ricevuta, dobbiamo lavorare in modo preventivo - interviene Pieranna Zottarelli sindaco di Roncade - È importante passare un messaggio comune ai nostri cittadini. Dobbiamo chiedere loro che sostengano la battaglia dei sindaci che facciamo per loro”

 

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