26 febbraio 2021

Cronaca

Natale con freddo e neve: le previsioni per il 25-26 dicembre

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Natale con freddo e neve: le previsioni per il 25-26 dicembre

Clima freddo, perturbazioni, neve e anche gelo: questo secondo iLMeteo.it il clima atteso per le festività natalizie. Dopo anni di temperature miti che ci facevano pensare all'autunno più che all’inverno, il Natale alle porte sembra avere tutto l'aspetto di un grande classico, con freddo e neve. “Secondo gli ultimi aggiornamenti de iLMeteo.it - spiega Mattia Gussoni - l'inverno meteorologico che è iniziato martedì 1° dicembre sarà tutt'altro che stabile e lineare: l’avvio che abbiamo vissuto è stato molto movimentato a causa dell'arrivo a più riprese di vortici ciclonici che hanno portato tante piogge e nevicate fino a quote molto basse (localmente in pianura al Nord).

 

Si è aperta così la "Porta dell'Atlantico", un termine che sta a significare l'assenza di ostacoli per le perturbazioni in discesa dall'Oceano verso il nostro Paese, portando fasi meteo decisamente piovose per molte regioni italiane. La conseguenza più diretta di cui potremmo risentire è quella di avere un surplus di precipitazioni proprio in corrispondenza delle festività, con le Alpi, le Prealpi e gli Appennini pronti a fare il pieno di neve come non si vedeva ormai da tanto tempo. Dallo studio dei nostri modelli meteorologici emerge chiaramente come proprio tra la Vigilia e il giorno di Natale una possente figura ciclonica sospinta da correnti instabili e molto fredde di origine Polare investirà buona parte dell'Europa Centrale. Secondo iLMeteo.it si prefigura insomma una fase piuttosto movimentata con la possibilità di piogge in Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia. Sulle montagne tornerà a cadere la neve, a tratti anche copiosa, specie sui settori alpini centro orientali. Successivamente, le precipitazioni, forti e temporalesche, si sposteranno rapidamente dall'Emilia Romagna verso il Centro (soprattutto su Toscana e regioni adriatiche) e infine sui settori tirrenici del Sud. Complice il repentino calo delle temperature la neve cadrà a quote via via più basse e fin sulle colline (localmente in pianura) di Romagna, Marche, Umbria. Il ciclone farà sentire ancora i suoi effetti a Santo Stefano, provocando ancora forti precipitazioni, alternate a qualche schiarita, specie sulle nostre regioni centro meridionali (lato adriatico).

 

I venti freddi di Bora e Grecale faranno calare la quota delle nevicate con i fiocchi che si spingeranno fino alla bassa collina di Abruzzo, Molise e Nord della Puglia. In serata i rovesci temporaleschi raggiungeranno anche la Sicilia dove soffieranno anche violente raffiche di Maestrale. Il tempo sarà più stabile al Nord, ma le temperature subiranno un tracollo verticale con i valori che si porteranno di diversi gradi sotto lo zero termico. Ma il freddo natalizio potrebbe continuare anche nei giorni immediatamente successivi e fino al Capodanno. Se diamo un'occhiata alle latitudini Polari, in particolare tra la Scandinavia e la Russia, notiamo che, a causa delle condizioni climatiche particolarmente fredde di questa primissima parte dell'inverno, si sta formando una vasta area ricolma di aria Artica. Si tratta dell"Anticiclone Russo-Siberiano", o "Orso Russo": un'alta pressione termica, che si forma per l'accumulo di aria gelida nei bassi strati in seguito alla forte e prolungata dispersione del calore accumulato di giorno durante la stagione fredda. L'aria che via via si raccoglie nei bassi strati, aumentando di densità e quindi di peso, tende, spiega iLMeteo.it, a comprimersi e tale compressione può far raggiungere valori pressori al suolo anche nell'ordine dei 1060 hPa e temperature fino a -30°C.

 

L'ipotesi è che parte di questa poderosa bolla gelida possa scivolare dapprima verso l'Europa orientale e poi in direzione dell'Italia, dando così il via a un'ondata di gelo piuttosto intensa. Successivamente la nostra attenzione si concentra sul comparto Nord Atlantico dove potrebbe prendere vita una vasta depressione sospinta da correnti polari pronta a investire dapprima le Isole Britanniche e poi anche la Francia. Questo flusso instabile concluderebbe poi la sua corsa nel bacino del Mediterraneo, tuffandosi direttamente dalla Porta del Rodano intorno al 27/12. Ecco quindi che si completerebbe una manovra a tenaglia con l'Italia stretta tra il gelo da una parte e l'ingresso di una perturbazione dall'altra. Se ciò venisse confermato non è escluso che si possa formare una ciclo-genesi proprio tra il mar Ligure e il Tirreno in grado di provocare nevicate fin sulle pianure al Nord Ovest con fiocchi anche Torino e Milano.

 



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