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25 giugno 2022

Conegliano

Nasce il prosecco fatto di girasoli

Riconversione delle colture in tutta l’area collinare. Via i vigneti. Al loro posto troveremo solo girasoli

| Emanuela Da Ros |

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| Emanuela Da Ros |

GIRASOLI

CONEGLIANO / VALDOBBIADENE - Come un fulmine a ciel tormentato, arriva una notizia che potrebbe cambiare il mondo. O soltanto - ma scusate se è poco - il nostro territorio, il nostro paesaggio. Le colline del Prosecco? Tra qualche anno avranno un aspetto e soprattutto dei colori completamenti diversi. Inusitati.

Non più teorie di filari di viti, ma campi di girasoli a perdita d’occhio copriranno i colli da Valdobbiadene a Montaner, da Follina ad Arcade. Per produrre cosa? Un vino dorato, dolce e frizzante simile al prosecco, ma fatto esclusivamente di semi di girasole.

La ricerca, condotta segretamente nell’enolaboratorio di Enonkoski (piccolo comune finlandese di poco più di cinquemila abitanti), era stata commissionata una decina di anni fa da diversi consorzi per la tutela dei vini Doc e Docg appartenenti all'Ue. Ora i risultati sono arrivati. E a quanto pare hanno convinto un po’ tutti, dai produttori di Valpolicella a quelli del Brunello, ai nostri Consorzi di Tutela del Prosecco.

Il vino di girasole ha caratteristiche organolettiche, di sapore, di acidità tali da surclassare ogni altro tipo di vino. E non ha alcuna gradazione alcolica. Caratteristica che risponde ai requisiti imposti dalla normativa 456/7 tris della L.489 Isfr che prevede che entro il 2030 l’alcool entri definitivamente tra le sostanze considerate dopanti.

Ovviamente, coi risultati, è arrivata la polemica. Il Consorzio di tutela dell’Alberigo, vino tipico del Salenzo, ha dichiarato che la riconversione delle attuali colture in girasoli è solo una mossa politica. “Visto che il girasole è il fiore nazionale dell’Ucraina - si legge in un comunicato diffuso in nottata - si è pensato di aiutare il paese colpito con un intervento che però rischia di snaturare l’agricoltura tipica dei diversi paesi della Ue. Ma non è questa la strada da percorrere”.

Altrove le reazioni sono state molto positive, perché la presenza di girasoli al posto dei vigneti potrebbe essere di grande aiuto all’apicoltura. Che succederà nel nostro territorio? Lo vedremo nei prossimi giorni perché oggi, primo aprile, la giornata è dedicata alla burla. Anche mediatica.

 


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Emanuela Da Ros

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