17 giugno 2021

Treviso

Il museo di Santa Caterina amico dei bambini, nasce il nuovo baby pit-stop

A febbraio record di ingressi nei poli espositivi: a Santa Caterina e al Bailo sono stati 4.500 i visitatori

| Isabella Loschi |

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Baby Pit Stop

Il nuovo Baby Pit Stop Unicef

TREVISO - A Treviso il museo di diventa più accessibile anche per i genitori e i loro piccoli. E’ stato inaugurato oggi a Santa Caterina il nuovo Baby Pit Stop Unicef, l’iniziativa per le famiglie trevigiane e non solo voluta dall’amministrazione comunale con Unicef per dare la possibilità alle neo-mamme di trovare uno spazio attrezzato per l’allattamento o il cambio del pannolino.

L’inaugurazione del nuovo punto allattamento a Santa Caterina era atteso da tempo: l’iniziativa era stata annunciata ad ottobre ma purtroppo la situazione pandemica ha determinato le varie chiusure. “L’auspicio è che i luoghi della cultura possano restare aperti ed accogliere le famiglie che, nella nostra città, devono potersi sentire coccolate. Il benessere delle famiglie con bimbi piccoli passa anche per la libera fruizione dei luoghi, anche e soprattutto quelli culturali”, ha sottolineato l’assessore alle Politiche Sociali Gloria Tessarolo.

Il Baby Pit Stop allestito ai musei civici non è l’unica iniziativa che unisce l’arte e la bellezza e il sostegno alla famiglia. Al museo Bailo sono stati infatti organizzati tre corsi sull’allattamento materno in collaborazione con il reparto di Ostretricia e Ginecologia dell’ospedale Cà Foncello. I musei civici, con questo nuovo spazio dedicato ai più piccoli, prosegue nell’opera di implementazione dei servizi.

Negli ultimi mesi è stato esteso l’orario di apertura di oltre 19 ore settimanali, eliminando la chiusura durante la pausa pranzo ed è stata introdotta la gratuità per tutto il mese di febbraio. Dal 1 al 28 febbraio gli ingressi a Santa Caterina e al Bailo sono stati 4500: un numero straordinario se si pensa alle limitazioni ancora vigenti e l’apertura da lunedì al venerdì con esclusione dei fine settimana e senza turisti. nello stesso periodo del 2019 erano stati poco più di 3.000.

 “La gratuità non è una sperimentazione fine a sé stessa”, sottolinea l’assessore alla Cultura Lavinia Colonna Preti. “Innanzitutto è stato un segnale che abbiamo voluto dare ai nostri visitatori di quanto l’utente sia per noi fondamentale: Il museo senza visitatori è un controsenso perché, è bene ricordarlo, il fine ultimo degli Istituti della Cultura è la fruizione. Incrementare quindi i servizi si pone nella logica della massima attenzione a chi si reca nei poli espositivi”. 

 


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