Il museo delle scienze naturali "A. De Nardi" aperto al pubblico

La riflessione del Rettore del Seminario

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 Il museo delle scienze naturali

VITTORIO VENETO - Con una partecipazione straordinaria, lo ha sottolineato esplicitamente anche il Vescovo, Mons. Corrado Pizziolo, ieri pomeriggio è stato aperto al pubblico, il Museo di scienze naturali nel Seminario.

Una scaletta ricca di relazioni fondamentali, per cogliere i rapporti tra scienza e fede, alla luce della evoluzione nel tempo, ma ancorata al momento storico, quando cultura e religione hanno trovato l'intesa sul reciproco rispetto, dentro la logica di un'autonomia, accettata reciprocamente con soddisfazione di tutti.

Ne hanno parlato Mons. Pizziolo e il prof. Simone Morandini.

Sono seguiti altri due interventi non di circostanza del sindaco Roberto Tonon sul ruolo del Seminario da sempre in Città, a partire da Lorenzo Da Ponte e del prof. Sandro De Nardi, in ricordo di suo zio, don Antonio De Nardi, a cui è stato intitolato il Museo.

 

Della presentazione del museo da parte della direttrice, Monica Camerin, se ne parlerà in altro servizio.

 

Gli onori di casa, ovviamente, li ha fatti il Rettore del Seminario, don Gianluigi Papa, ricordando come all’indomani della sua nomina, nel giugno del 2013, aveva avvertito ben presto il desiderio di rivalorizzare e riaprire al pubblico il patrimonio del Museo di Scienze Naturali.

 

"Fui stimolato dalle molte richieste pervenute, da parte di alcuni istituti scolastici del territorio e anche di alcuni privati. Fui mosso più intimamente dal desiderio che il Seminario potesse ancor meglio, non soltanto prendersi cura della formazione dei giovani chiamati al ministero sacerdotale, ma anche contribuire in modo significativo all’educazione e alla formazione cristiana delle nuove generazioni.

E’ chiaro infatti che la ricerca scientifica è “maestra” nel mostrare la bellezza e la grandezza del creato e non può non suscitare la domanda circa il suo Creatore e il “lungo viaggio” mediante il quale questo dono è giunto fino a noi; dunque anche la domanda circa la vita di ogni essere e dell’uomo in particolare, la domanda circa il suo senso profondo".

 

Questa esigenza interiore lo aveva convinto sulla opportunità che “il Seminario apra le sue porte e renda disponibili a tutti i suoi tesori, di fede, di scienza, di esperienza educativa”, ricevendo incoraggiamento e fiducia dal Vescovo.

Su tali premesse condivise la sua proposta con la dr. Monica Camerin, avendola apprezzata "come figura di riferimento per il progetto, per la sua provata competenza nell’ambito della biologia e delle scienze naturali, ma soprattutto per la sua passione educativa".

Preso atto della sua disponibilità, don Gianluigi si convinse che "il Museo doveva essere riaperto! Ed oggi questo desiderio diventa una realtà concreta, un bene per la Diocesi e per il territorio".

 

La conclusione è stata tratta nella veste di Rettore:

"Un ultimo pensiero desidero rivolgere ai seminaristi, che sono i “figli prediletti” del Seminario e il primo pensiero del suo Rettore e dei sacerdoti educatori. Se mi è consentito dedicare a qualcuno il lavoro di questi mesi e l’inaugurazione del Museo di Scienze Naturali, vorrei dedicarlo a loro. Con l’augurio che siano in futuro preti contenti di dare la vita per Cristo e il suo Vangelo, mettendosi a servizio della Chiesa e della sua missione. Vorrei che fossero preti capaci di una testimonianza ferma e insieme sempre aperti al dialogo con la cultura e con la scienza; fantasiosi e creativi nel trovare nuove strade per annunciare il Vangelo agli uomini e alle donne del nostro tempo, grazie agli strumenti offerti dal sapere umano, espressione anch’esso di quell’unica Sapienza che crea e regge tutte le cose. Chiedo e auguro loro di tenere viva la tradizione culturale del nostro Seminario, perché in questa “casa” tutti possano trovare la luce della fede, la sapienza del vivere, l’amore per il bene, la conoscenza nobile e affascinante della verità".

pietro.panzarino@oggitreviso.it

 



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