28 febbraio 2021

Treviso

Muraro, il gatto crocifisso e la bufala

Il presidente attacca gli immigrati. Ma loro non c'entrano

| Stefania De Bastiani |

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| Stefania De Bastiani |

TREVISO - Crocifisso, fotografato e postato su Facebook. L'immagine del gatto in croce sta facendo, da qualche anno, il giro del web. A condividere l'atroce fotografia e ri-portarla alle cronache ci ha pensato domenica scorsa il presidente della provincia di Treviso, il leghista Leonardo Muraro. "Guardando questa foto, che risulta fatta nelle vicinanze di Ragusa, ogni commento è superfluo. - scrive Muraro sul suo profilo - Ci hanno oltraggiato sotto l'aspetto religioso, dissacrando il nostro "credo". Qualcuno gli ha definiti "animali".....per cortesia non offendete gli animali! Questo è il risultato del buonismo dei vari Monti, Letta e così via. Roberto dove sei?"

 

Dove fosse domenica Roberto (Maroni) non è dato saperlo. Ma di certo Muraro, in web-visione, non ha fatto una bella figura. Errori grammaticali a parte, il presidente della Provincia è caduto in una grande e grossa bufala, già pluri-svelata dal web. La foto in questione, infatti, era stata scattata in Ghana, e non "nelle vicinanze di Ragusa". E quei giovani che Muraro ha accusato di "oltraggio al cristianesimo", credendo, per qualche oscuro motivo, che fossero musulmani, sono in realtà cristianissimi giovani ghanesi. E chi può sapere, inoltre, che siano stati davvero loro a infliggere quella punizione al gatto? E se stavano solo tenendo in mano la croce per mostrare a terzi ciò che era accaduto? Una cosa è certa: i musulmani non crocifiggerebbero mai un felino, in quanto animale sacro al profeta.

 

Ma gli "amici di Facebook" di Leonardo Muraro non si sono di certo posti il problema e sono andati all'attacco con ingiuriosi commenti. "Continuiamo a fargli fare ogni cosa, senza regole, mantenuti..e in più anche la ricarica del telefono, con la stupida scusa dell'integrazione. E tra un po'...ci crociferanno anche noi" scrive Daniela, coniando un nuovo lemma. "Via questi barbari dall'Italia" commenta invece Mauro, ignaro del fatto che, i suddetti "barbari" in Italia non hanno mai messo piede. "Sono delle bestie, non meritano nulla", inveisce Claudio.

 

Muraro, domenica, ha postato una notizia fasulla, che ha fatto arrabbiare, smuovere, irritare un sacco di gente. Un post che, pur senza radici, ha avuto le sue conseguenze: ha incrementato l'odio verso una fede religiosa che, con foto e fatti, non aveva nulla a che vedere.

Il presidente è stato davvero accecato: forse la visione di un micio ucciso, per lui, è troppo. Come dargli torto? E questa sua sensibilità lo differenzia un sacco dai colleghi friulani della Lega Nord che nel 2011 avevano lanciato la provocante proposta: "Perché non estendere la caccia a cani e gatti randagi?". Se un gatto è senza casa né padroni - aveva pensato il Carroccio - una bella impallinata non può far male a nessuno".

 


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Stefania De Bastiani

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