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09 agosto 2022

Esteri

E' morto il sopravvissuto di Auschwitz che sconfisse i negazionisti della Shoah in tribunale Usa

Mel Mermelstein fece dichiarare dal tribunale di Los Angeles che l'locausto è un fatto indisputabile. Negazionisti costretti a scuse pubbliche e pagamento 100mila dollari

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E' morto il sopravvissuto di Auschwitz che sconfisse i negazionisti della Shoah in tribunale Usa

MONDO - Addio a Mel Mermelstein, il sopravvissuto di Auschwitz che sfidò un gruppo negazionista, facendo dichiarare al tribunale di Los Angeles che "l'Olocausto è un fatto indisputabile". Mermelstein se ne è andato a 95 anni nella sua casa di Long Beach per complicanze del covid-19. Lascia un piccolo museo, con 700 pezzi raccolti in una quarantina di viaggi della memoria in diversi lager nazisti.

 

Nato nell'allora Cecoslovacchia, Mermelstein emigrò negli Stati Uniti dopo la guerra, unico sopravvissuto della sua famiglia al campo di sterminio di Auschwitz. All'inizio, pensò soprattutto a rifarsi una vita. Poi, durante la guerra dei sei giorni nel 1967, sentì gli echi della retorica di Hitler nei discorsi di alcuni leader arabi e decise di diventare un testimone dell'Olocausto.

 

Nel 1980 sfidò l'Institute for Historical Review, un gruppo negazionista che offriva provocatoriamente 50mila dollari a chiunque potesse provare che gli ebrei erano stati uccisi nei campi di concentramento. Prima Mermelstein scrisse lettere indignate ai giornali, ricevendo in cambio minacce dei negazionisti che gli inviavano buste con capelli insanguinati e dichiaravano che i suoi genitori erano vivi sotto falso nome.

 

Poi la vicenda finì in tribunale, e dopo un iter giudiziario di cinque anni la Corte Superiore di Los Angeles stabilì che l'esistenza dell'Olocausto è inconfutabile. L'Institute for Historical Review fu costretto a pubbliche scuse e al pagamento di 100mila dollari. L'intera vicenda diventò nel 1991 un film televisivo, "Never Forget", con Leonard Nimoy nel ruolo di Mermelstein. Autore del libro di memorie "By Bread Alone", Mermelstein è stato molto attivo nel mantenere vivo la memoria coinvolgendo generazioni di studenti con la sua Auschwitz Study Foundation e il piccolo museo. Lascia la moglie Emma, sposata 60 anni fa, quattro figli, cinque nipoti e un bisnipote. E anche questa è una sua vittoria personale contro chi voleva cancellarlo dalla faccia della terra.

 



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