28 settembre 2021

Treviso

Morti sul lavoro, "Giustizia per mio figlio Mattia e per tutte le altre ali spezzate troppo presto"

In piazza al presidio dei sindacati anche Monica Michielin e la famiglia di Mattia, il giovane operaio morto in cantiere a soli 23 anni

| Isabella Loschi |

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| Isabella Loschi |

Monica Michielin presidio Treviso

TREVISO - “Sono trascorsi tre mesi da quando Mattia non c’è più, ucciso da un carico di 15 quintali di impalcature che si è sganciato da una gru in movimento, colpendolo alle spalle mortalmente, mentre lavorava. Da tre mesi la mia vita, quella di mio marito, di mia figlia, dei nonni e della fidanzata, deve sopportare un dolore immenso a causa di un’atroce negligenza.

Con Mattia altre 35 vittime in Veneto da inizio anno, hanno perso la vita sul lavoro. Qual è il prezzo della vita di mio figlio? O di quella di Aziz Diop, un’altra giovane vita spezzata che si è aggiunta a questa lista”.

Da piazza Aldo Moro, a Treviso, Monica Michielin, la madre di Mattia Battistetti, il 23enne, operaio edile, deceduto lo scorso 29 aprile a Montebelluna, è intervenuta al presidio organizzato dalle organizzazioni sindacali per dire “basta alle morti sul lavoro”.
Monica Michielin con la figlia Anna

Monica commossa e arrabbiata ha ribadito: “Siamo venuti qui a manifestare per Mattia e per tutte le ali spezzate che avevano solo voglia di lavorare e di vivere. Ora serve un cambio di mentalità, basta retorica: le morti bianche sono omicidi e come tali vanno affrontati, sia sotto l’aspetto della sanzione, sia sotto quello altrettanto importante della prevenzione. Non voglio più che altre voci di rabbia si aggiungano alla mia”. Dalla piazza un lungo e forte applauso per esprimere piena solidarietà e vicinanza alla famiglia di Mattia, presente accanto alla mamma Monica.

In piazza i segretari generali Mauro Visentin della Cgil Treviso, Massimiliano Paglini della Cisl Treviso Belluno e Gian Luca Fraioli di Uil Treviso, che hanno ribadito la necessità di istituire subito protocolli di sicurezza e sistemi di controllo, oltre a pene più severe. “Così come è stato istituito il reato di omicidio stradale va istituito il reato di omicidio colposo aggravato da negligenza nei sistemi di sicurezza sul lavoro. Andremo avanti con tutti i mezzi che abbiamo finché non si arriverà ad una legge che sanzioni pesantemente chi non rispetta la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori e le loro vite”.

 

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