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25 aprile 2024

Treviso

Morti sul lavoro in aumento: in provincia quest'anno già nove decessi

Lo scorso anno furono sette. In programma più controlli e investimenti sulla formazione: la conferma oggi alla riunione della Conferenza Provinciale Permanente

| Angelo Giordano |

| Angelo Giordano |

Morti sul lavoro in aumento: in provincia quest'anno già nove decessi

TREVISO - Si è riunita oggi, in Prefettura, la Conferenza Provinciale Permanente dedicata al tema della sicurezza nei luoghi di lavoro.
Alla riunione, presieduta dal Prefetto, Angelo Sidoti, hanno preso parte i responsabili degli uffici preposti alla vigilanza nel settore (Ispettorato Territoriale del Lavoro, SPISAL, INAIL, INPS), i rappresentanti delle Forze di Polizia e dei Vigili del Fuoco, della Provincia, delle Associazioni di categoria e delle Organizzazioni Sindacali. L’incontro è stato l’occasione per analizzare gli esiti delle attività svolte sulla base delle linee di intervento stabilite nelle precedenti riunioni. Al centro della discussione monitoraggio ed analisi del fenomeno infortunistico allo scopo di individuare i settori produttivi maggiormente a rischio; razionalizzazione e coordinamento delle attività ispettive; rafforzamento delle iniziative di formazione in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro.

Per quel che concerne il primo aspetto, in base ai dati forniti da INAIL e SPISAL, è emerso che l’andamento degli incidenti sul lavoro in provincia presenta, quantomeno nell’ultimo biennio, alcune caratteristiche peculiari. Il numero di infortuni denunciati nella Marca, riferito al periodo gennaio – settembre 2023 (ultimo dato disponibile), è risultato in calo rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente (- 27,76%), con una flessione più evidente di quella che si registra a livello regionale e nazionale.

Di contro, si è registrato un aumento del numero di incidenti con esito mortale. Ad oggi, infatti, sono 9 le vittime di incidenti sul luogo di lavoro (a fronte delle 7 registratesi nel 2022), cui devono aggiungersi 4 casi di infortunio mortale in itinere.
La maggior parte dei decessi è avvenuta nel settore agricolo (4 casi), seguito da quello edile/trasporto inerti (3 casi). Le altre due vittime erano impegnate, rispettivamente, nel comparto delle pulizie/servizi ed in quello dell’industria alimentare.

Le persone decedute erano per lo più di nazionalità italiana (7) e di età compresa tra i 47 ed i 76 anni. Le vittime straniere (2), di nazionalità moldava e albanese, erano anche le più giovani (32 e 26 anni).
Sotto il profilo dei controlli, è emerso un considerevole aumento del numero degli stessi – pure a fronte delle carenze di organico che si registrano in alcuni degli uffici deputati – e delle violazioni, talvolta gravi, accertate.
Tutti i presenti hanno convenuto sulla necessità di rafforzare il sistema di controlli coordinato, con la partecipazione di tutti i soggetti a vario titolo coinvolti nell’attività ispettiva (ITL, Spisal, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco), con l’obiettivo di aumentare il numero delle ispezioni congiunte, rendendo così più efficace l’attività di vigilanza.

Sotto questo profilo, è stato attivato un apposito tavolo di coordinamento – che si riunisce con cadenza periodica in Prefettura con la partecipazione di ITL, Spisal, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco – per la pianificazione di una mirata attività ispettiva che viene organizzata sulla base degli indici di rischio della singola impresa, legati all’attività svolta, e agli esiti di eventuali precedenti ispezioni da parte degli enti partecipanti al tavolo.

Tutti i presenti hanno infine sottolineato come la vera chiave di volta di un sistema orientato alla prevenzione sia costituita dalla formazione, anche in ambito scolastico, sul tema della sicurezza sul lavoro. In particolare, è stata ribadita la necessità di organizzare specifiche iniziative formative dedicate al corretto utilizzo dei macchinari e all’operatività in ambienti confinati che sono stati teatro, quest’anno, di un incidente mortale nel settore agricolo. Più in generale, è stata condivisa l’esigenza di continuare nelle attività dirette alla diffusione di una vera e propria “cultura della sicurezza” che prenda le mosse dalla consapevolezza del rischio da parte delle aziende e dei lavoratori.

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