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29 gennaio 2022

Montebelluna

A Montebelluna è tornata "La bottega delle donne"

Si potranno trovare creazioni artigianali realizzate dalle volontarie per raccogliere fondi per la ricerca sulla fibrosi cistica

| Margherita Zaniol |

| Margherita Zaniol |

La bottega delle donne

MONTEBELLUNA - "La bottega delle donne" è tornata a Montebelluna, nello spazio espositivo si potranno trovare creazioni artigianali realizzate dalle volontarie per raccogliere fondi da destinare a un avanzato progetto di ricerca sulla fibrosi cistica, la malattia genetica grave più diffusa. Lo spazio espositivo sarà aperto tutti i giorni fino al 20 dicembre. I fondi raccolti verranno devoluti interamente alla Fondazione Ricerca Fibrosi Cistica. All'inaugurazione erano presenti il sindaco Adalberto Bordin e gli assessori Lucrezia Favaro, Elzo Severin, Debora Varaschin; In rappresentanza della Sezione Alpini di Treviso il presidente Marco Piovesan; e per Fondazione per la ricerca sulla Fibrosi Cistica il Dott. Fabio Cabianca a cui è stato firmato l’impegno a finanziare l’importo di 30.000 euro per l’adozione del progetto di ricerca n° 20 / 2021, tale risultato è dovuto al lavoro della “bottega” e alla campagna di raccolta fondi con l’offerta al pubblico di un ciclamino, a tale iniziativa hanno collaborato gli Alpini della sezione di Treviso e della sezione di Valdobbiadene.

Ma cos’è la fibrosi cistica? È la malattia genetica grave più diffusa. Ci si nasce ereditando un gene malato dalla madre e uno malato dal padre, spesso inconsapevoli di avere dentro di loro il gene difettoso. Nel nostro Paese esiste un portatore sano della malattia ogni 25/30 persone. Quando in una coppia entrambi i partner sono portatori sani, vi è una probabilità su quattro che ad ogni gravidanza nasca un figlio malato di FC. È una malattia difficile con cui convivere: ad oggi non si può guarire. Colpisce principalmente i polmoni e il pancreas, ma anche tutti gli altri organi. In Italia, ogni settimana, nascono quattro persone malate e ne muore una. I polmoni, l’organo maggiormente colpito, progressivamente non permettono più di respirare. I malati di fibrosi cistica hanno una fame d’aria perenne, come quella che provereste voi respirando in una cannuccia per cinque minuti. Le loro giornate sono scandite dalla fisioterapia respiratoria. Tre le sedute giornaliere di un’ora ciascuna, per rendere i polmoni il più puliti possibile e scongiurare le infezioni. Le cure, quotidiane e pesanti, si protraggono per tutta la vita, portandoli a investire la metà delle loro energie e della loro esistenza curandosi.

 


| modificato il:

Margherita Zaniol

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