28 novembre 2020

Castelfranco

La montagna tira un sospiro di sollievo: ok alla cerimonia di Cima Grappa e alla Festa del Formaggio

I malgari possono contare su un po’ di ossigeno per le loro attività

| Maria Elena Tonin |

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| Maria Elena Tonin |

Massiccio del Grappa

BORSO DEL GRAPPA - Confermata la cerimonia di commemorazione di Cima Grappa e confermata la Festa del Formaggio di Campocroce di Borso del Grappa, giunta quest'anno alla sua 24esima edizione, che richiama a Campocroce centinaia di persone ed è un volano per l'economia. Una notizia molto attesa, arrivata stamattina dai due sindaci di Borso del Grappa e Pieve del Grappa, Flavio dall'Agnol e Annalisa Rampin, con l'avallo della Prefettura di Treviso.

La montagna tira un sospiro di sollievo e una boccata d'aria per i tanti operatori del settore, malgari in prima fila, per cui si prospettava una stagione turistica particolarmente difficile, complice anche il maltempo. Malghe aperte solo da qualche giorno, quando gli scorsi anni si iniziava a fine maggio, e prospettive incerte, sia per la mancanza di turisti stranieri, tedeschi in particolare che per un calo di esportazioni estere di Grana padano e Parmigiano reggiano, che vanno ad incidere pesantemente in un settore, quello del formaggio di Malga e del turismo sul Grappa, che, in sostanza, si sviluppa nei pochi mesi estivi.

"Questo vuol dire un calo di prezzo di un bene già con poco margine e circa un 3% di latte che rimane in malga, non trasformato: diventa essenziale dare visibilità a questo settore così peculiare." spiega Bruno Bernardi di A. Pro. Lat (associazione di categoria). Nonostante il formaggio di malga sia un prodotto di nicchia, sempre più apprezzato, è settore fragile, oggi minato dalla mancanza dell'indotto collegato alla vendita di un prodotto fresco.

Chi vive e lavora in malga, come Elisa Gallina, giovane malgara di Malga Piz, 19 anni, fresca di un centino all'esame di diploma di agraria, sacrifica tanto e mette passione nel lavoro: "Coltiviamo una tradizione di famiglia, ma spesso con tanta incertezza" dice Elisa, che ha iniziato a 13 anni con il nonno Giovanni Carraro "Conta non solo fare un buon prodotto, ma anche venderlo. I primi anni sono davvero difficili, si parte con tanto entusiasmo, ma ci vuole tempo per prendere le misure."

Morlac e Bastardo, sono prodotti profondamente legati alla storia del Grappa e ad un'economia povera di guerra e la montagna, con il suo vissuto, le sue "crode" e i pascoli e boschi, che portano i segni del passato, ma anche del più recente disastro del Vaio, è un racconto di famiglia. "Era importante mantenere entrambe le manifestazioni" sottolinea il sindaco di Borso Flavio dall'Agnol "doveroso mantenere viva una tradizione radicata e un appuntamento importante com'è Cima Grappa ma anche sostenere i malgari, che mantengono in vita la montagna e ce la riconsegnano curata, godibile e bella, così come la stiamo vedendo in queste prime giornate di sole. Doveroso fare il possibile, in una stagione turistica oltretutto già molto penalizzata dalle frane e dalla chiusura, per fortuna temporanea, della strada sp.140".

 


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Maria Elena Tonin

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